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Liga, parla James Roures (Mediapro): “Addio follie milionarie. Partite a porte chiuse”

Il dirigente ha analizzato l'impatto del coronavirus sul calcio spagnolo. E prevede un futuro molto diverso.

Redazione Il Posticipo

Mediapro mette le cose in chiaro: Jaume Roures ha analizzato l'impatto del coronavirus sul calcio spagnolo. Il presidente,  che ha parlato ai microfoni Catalunya Ràdio, ha previsto la fine degli acquisti e degli stipendi milionari e un lungo periodo in cui le partite si giocheranno  porte chiuse.

PROSPETTIVE - La pandemia ha già lasciato il segno, ma anche l'eredità sarà pesantissima. "Viviamo nell'ignoto, dobbiamo lavorare in modo che asi possa giocare di nuovo. Dobbiamo concentrare gli sforzi a livello globale in modo che tutto torni a funzionare quando è meno rischioso. La speranza è che sia dentro Luglio o agosto. Trovo molto strano che le persone possano tornare a lavorare, ma i calciatori no. In ogni caso, i club devono sapere un in anticipo quando si tornerà in campo,  per rimettere i calciatori in forma. E tutto, a livello di salute, deve andare rigorosamente bene".

CALENDARIO - Resta da capire quando e come si possa completare il campionato. "Credo che molte polemiche siano gratuite. Si può giocare ogni 72 ore e a porte chiuse. Restano undici partite e si può giocare tutti i giorni della settimana in due fasce orarie. L'unica certezza è che non esistano garanzia di farlo davanti al pubblico. In questi casi non possiamo sottovalutare la salute". L'impatto economico rischia di pesare sulle casse delle società. "Il calcio spagnolo perderebbe tra i 600 e i 700 milioni di euro se non si riprendesse e non si portasse a fine la competizione. Anche se ci sono già dei soldi che sono stati persi, come quelli dei biglietti. E in ogni caso la  situazione economica costringerà i presidenti a non spendere troppo e a non ripetere certe assurdità. Quel tempo è finito. I prossimi contratti saranno più corti, così come caleranno gli stipendi".