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Liga, i tifosi dell’Espanyol dicono no alla ripresa: “Non vogliamo favori, pensate alla gente comune”

Lo zoccolo duro della tifoseria boccia l'idea di continuare a giocare, considerando le esigenze del paese, in difficoltà nella gestione dell'emergenza anche dal punto di vista del reperimento dei tamponi.

Redazione Il Posticipo

I tifosi dell'Espanyol non vogliono favori. E non si parla di congelamento delle retrocessioni, al netto dell'ultimo posto in classifica. Lo zoccolo duro della tifoseria boccia l'idea di continuare a giocare, considerando le esigenze del paese, in difficoltà nella gestione dell'emergenza anche dal punto di vista del reperimento dei tamponi. La frangia ha espresso il proprio dissenso attraverso un comunicato, così come riportato da AS.

YOUTH PENYA  - La protesta è stata portata avanti dal gruppo Youth Penya che ha pubblicato un comunicato in cui si dissocia dalla decisione di voler continuare la Liga. "La scelta dimostra che non sono consapevoli della realtà che ci sta scuotendo. Le loro preoccupazioni sono puramente economiche. Chiediamo che tutti i membri dello staff tecnico, così come lo stesso Club, mostrino solidarietà verso l'intera comunità, rifiutando di ricevere un trattamento di favore in virtù del loro status professionale. Serve pensare a tutte le conseguenze che ciò può avere, dal momento in cui molti sono già stati colpiti dal virus. Non si dovrebbero investire risorse, tempo e denaro in uno sport mentre persiste un bisogno reale. Ci sono tante persone colpite dalla pandemia".

APPELLO - Il comunicato si chiude con un appello: "Chiediamo anche che ai massimi dirigenti della Liga di mostrare una maggiore consapevolezza della situazione in cui ci troviamo. E di concentrare i loro sforzi nel contribuire alla lotta e nella ricerca. Si fermi questo virus che sta ponendo fine alle vite di migliaia di persone. E invitiamo tutti i gruppi o club legati alla nostra tifoseria a sostenere queste parole. E a difendere i valori che rappresentano realmente il nostro sport e la nostra squadra, come la solidarietà e il rispetto".