Libertadores da paura: un tifoso del Flamengo si è perso lo show di Gabigol… perché doveva andare a laurearsi!

I brasiliani hanno ribaltato il River Plate 2-1 grazie alla strepitosa doppietta di Gabigol: un’impresa indimenticabile per tutti i tifosi del club rossonero che ha conquistato il torneo 38 anni dopo l’ultima volta. Un momento imperdibile, tranne che per qualcuno…

di Redazione Il Posticipo

Il Flamengo ha riscritto la sua storia vincendo la Coppa Libertadores 38 anni dopo l’ultima volta: tutto merito di Gabigol salito in cattedra nel finale contro il River con una doppietta che ha fatto esplodere l’Estadio Monumental di Lima e tutta Rio de Janeiro, dove non si sta facendo altro che festeggiare. Un momento storico imperdibile tranne che per André Lambert, un tifoso che tra il Flamengo e la possibilità di laurearsi… ha scelto di fare entrambe le cose!

LA STORIA – Un salto in Perù e ritorno in fretta e furia in Brasile: un tifoso del Flamengo ha studiato il piano perfetto per salvare capra e cavoli lo scorso fine settimana. André non ha rinunciato alla finalissima di sabato a Lima, nonostante qualche ora dopo fosse caldamente richiesta la sua presenza a Rio per motivi di studio. Il ragazzo ha preso un biglietto che gli ha avrebbe permesso di arrivare a Lima due ore prima della partita dopo averne passate quattordici a Montevideo. Tra la fine della gara e la partenza dell’aereo di ritorno c’erano due ore e mezza: se il match si fosse prolungato oltre il novantesimo, André non lo avrebbe potuto seguire. La realtà dei fatti è stata più dura.

L’ARRIVO – Come racconta Olè, un ritardo a Montevideo ha rischiato di far saltare tutto. Giunto all’aereporto, André si è infilato in un taxi che lo ha lasciato lontano dal Monumental: il ragazzo sprovvisto di una connessione Internet ha ricevuto un messaggio del padre già al campo. I due si sono incontrati pochi minuti prima dell’inizio della gara. Non è stata una partita facile per il ragazzo: “Ero molto teso perché sapevo che sarei dovuto uscire rapidamente dallo stadio”. Preso dall’ansia, André ha lasciato lo stadio al 42′ del secondo tempo col River avanti 1-0 e in quel momento Gabigol ha riaperto tutto: “Quando ho salutato mio padre e sono sceso dalle scale, ho sentito urlare gol. Non ci potevo credere, sono tornato indietro per abbracciarlo. Poi ho afferrato lo zaino e me ne sono andato”. La beffa non è finita qui…

RADDOPPIO – André era pronto a lasciare lo stadio quando è arrivato il secondo gol di Gabigol: “Ho sentito urlare ancora. Ho abbracciato tutti quelli che erano attorno a me, ma questo volta non sono riuscito a vedere di nuovo mio padre. Sono uscito dallo stadio e ho cercato un taxi per correre all’aeroporto. Sono arrivato in tempo. Su quel volo c’erano quelli che dovevano lavorare domenica. Abbiamo cantato tutti insieme. Siamo andati a Santiago, da lì siamo volati a Rio. Sono arrivato alle 9.30 in Brasile, ho preso un taxi per tornare a casa, ho fatto la doccia e sono andato a sostenere l’esame. Ho passato 48 ore senza dormire”. Una storia davvero dell’altro mondo, in tutti i sensi.

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