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L’ex presidente Angelici attacca il Boca: “Neanche un dirigente al funerale del padre di Tevez…”

(Photo by Agustin Marcarian-Pool/Getty Images)

"Il mio sangue non è rosso, sarà sempre blu e giallo". Questo era stato il sentitissimo addio di Tevez al "suo" Boca Juniors. Eppure spunta qualche ombra. E l'ex presidente Angelici lancia un attacco importante a chi gestisce ora il club...

Redazione Il Posticipo

"Ho bisogno di stare in famiglia. Non so cosa farò del mio futuro, ma per me la gioia e la soddisfazione più grande è conservare gli ultimi ricordi legati ai miei affetti. Mio padre era del Boca, i miei fratelli, mia madre, mia moglie e i miei figli sono del Boca. E non posso mentire né a loro né ai tifosi. Non ho nemmeno avuto il tempo di piangere mio padre, dovevo giocare la settimana successiva. Adesso ho bisogno di stare con mia madre, ho bisogno di sentirmi un figlio. Il mio sangue non è rosso, sarà sempre blu e giallo". Questo era stato il sentitissimo addio di Carlos Tevez al "suo" Boca Juniors, certificato esattamente un mese fa. Eppure spunta qualche ombra. E l'ex presidente Angelici lancia un attacco importante.

ADDIO - Daniel Angelici, ex numero uno del Boca fino al dicembre 2019, se l'è presa con la nuova società, guidata da Jorge Amor Ameal e rappresentata da un altro mito degli Xeneizes, Roman Riquelme. Parlando a Show del Fútbol, ha spiegato che il suo grande amico Carlitos ha lasciato il club anche perchè c'è qualcosa che gli ha fatto molto male. "Se n'è andato perchè non si sentiva amato da parte del club. E poi il colpo della morte di suo padre è stato enorme, lo ha colpito parecchio". Il legame fra l'Apache e Segundo, che non era il suo padre biologico, era fortissimo. Lo stesso calciatore aveva spiegato quanto fosse difficile, negli ultimi tempi, recarsi al capezzale del proprio caro e poi allenarsi e pensare al calcio.

 (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

FUNERALE - L'Apache però era riuscito a conciliare perfettamente il dramma familiare e gli impegni sportivi mostrando una grande forza di volontà anche se aveva confessato, in una recente intervista, le difficoltà di quella situazione. E secondo Angelici, il Boca ha fatto poco per aiutarlo. "Non c'erano affinità ed empatia. Carlos parlava poco, da quello che so io andava, si allenava e poi prendeva subito la macchina e tornava a casa. Pochissime volte si è fermato a mangiare dopo gli allenamenti e questo non è normale in un gruppo". E poi l'attacco alla dirigenza: "Quando non stai bene e hai problemi, è il momento in cui il club deve starti vicino. Ma nessun dirigente del Boca lo ha accompagnato nè alla camera ardente nè al funerale. Non c'è stato nessuno della dirigenza. E credo che una cosa del genere a un essere umano debba fare male".