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L’ex preparatore del Real di Zidane: “Pressione enorme. I giocatori si devono travestire per andare al cinema”

L’ex preparatore del Real di Zidane: “Pressione enorme. I giocatori si devono travestire per andare al cinema”

Il Real Madrid, un sogno per tutti, dai calciatori a chi fa parte dello staff. Ma attenzione, perchè la Casa Blanca non è il paradiso. Anzi, ci sono alcune situazioni in cui le difficoltà sono assai maggiori, come spiega l'ex preparatore Dupont.

Redazione Il Posticipo

Il Real Madrid, un sogno per tutti, dai calciatori a chi fa parte dello staff. Ma attenzione, perchè la Casa Blanca non è il paradiso. Anzi, ci sono alcune situazioni in cui le difficoltà sono assai maggiori. Lo ha spiegato, in un'intervista a La Voix du Nord, l'ex preparatore atletico Grégory Dupont, che ha lavorato a Valdebebas nella seconda esperienza al Real di Zidane. E ha raccontato quanto essere...un galactico sia complicato.

AMBIENTE E CRITICHE - A partire dal proprio ruolo. "Ero solo il preparatore della prima squadra, con la nazionale francese avevo più libertà, più funzioni, al Real tutti stavano al loro posto e dovevano rimanere lì". Anche perchè la società è molto presente e...spiega come comportarsi.  "Sappiamo tutti cosa vuol dire stare al servizio del Real. Tutto molto professionale, calcolato. L'immagine è importantissima e tutto è orchestrato". Certo, da quelle parti non mancano mai le polemiche. E bisogna sapersi adattare. "Le critiche fanno parte del calcio e della vita dei grandi club. Al Real Madrid hanno criticato Zidane e parliamo di uno che ha vinto tre Champions League come allenatore, che da calciatore ha avuto una carriera importante e ha vinto tantissimi titoli. Però sì, a volte gli allenatori ne risentono, dipende dalla loro personalità, così come per i giocatori. E poi c'è chi dice che non soffre le critiche, ma non è vero".

LA STAMPA - E poi la stampa madrilena... Un bel problema, spiega Dupont. "Bisogna tenere in conto l'effetto mediatico. Al Real Madrid, ogni cosa si aggrava, quello che io dicevo a un giocatore in allenamento poteva finire sui giornali. Una volta spiegavamo a un calciatore che doveva lavorare sulla sua velocità e il giorno dopo la cosa era in prima pagina. È inquietante!". Per non parlare del modo di chiedere notizie... "Ho ricevuto persino minacce. Se non davo informazioni, avrebbero scritto cose su di me. L'unica soluzione era non rispondere, ma me ne hanno fatte di tutti i colori. C'è stato un momento in cui c'erano parecchi infortuni che tutto era colpa mia". Ma la pressione c'è per tutti... "Al Real Madrid i calciatori devono travestirsi per andare in città, anche se si tratta solo di andare al cinema. Cercano di gestirsi bene, perchè sanno che nè loro nè noi dello staff possiamo controllare questa situazione. Oggi come oggi alcuni giornalisti scrivono qualsiasi cosa e al Real tutto è esagerato. Quello che si scrive è completamente falso e non c'è molto da fare, perchè correggere le bugie significa dar loro importanza". Dunque, paradiso sì, ma...non troppo.