L’ex nazionale senegalese N’Daw ammette: “Nel mio paese il 99% dei calciatori dichiara meno anni di quanti ne ha. Altrimenti, niente Europa…”

La carta d’identità, almeno nel calcio, conta relativamente. Eppure, nel corso degli anni, spesso e volentieri ci sono stati sospetti sulle età dichiarate da parte dei calciatori. E ora le polemiche al riguardo sono destinate ad aumentare, grazie alle dichiarazioni di Guirane N’Daw.

di Redazione Il Posticipo

La carta d’identità, almeno nel calcio, conta relativamente. Ci sono calciatori che a 35 anni sono ancora nel pieno della loro forma fisica (e ogni riferimento a CR7 non è certo casuale) e altri che quando arrivano alla trentina sono già in pieno declino. Eppure, nel corso degli anni, spesso e volentieri ci sono stati sospetti sulle età dichiarate da parte dei giocatori. Il caso più clamoroso in Serie A è quello di Eriberto, anzi…Luciano. Il brasiliano, arrivato in Italia al Bologna come classe 1979, ammise poi di aver falsificato sia il suo anno di nascita (in realtà era un 1975) che addirittura il suo nome.

99% – E ora le polemiche al riguardo sono destinate ad aumentare, grazie alle dichiarazioni di Guirane N’Daw. Il senegalese, che ha collezionato parecchie presenze in nazionale e ha giocato in Francia, Inghilterra e Spagna, ha rilasciato un’intervista alla TV nazionale IGFM spiegando che quando nel 2016 si è ritirato in teoria aveva 31 anni, ma in realtà…non era esattamente. Aggiungendo poi che abbassarsi l’età è necessario per chi arriva dal Senegal e vuole provare a sfondare nel calcio europeo. “Sono certo che nel mio paese il 99% dei calciatori dichiara meno anni di quanti ne ha davvero. E come tutti i senegalesi, mi sono abbassato l’età per diventare professionista in Europa”.

FISICO – Insomma, una pratica comune. E N’Daw spiega anche a cosa è dovuta. “I calciatori senegalesi sono fisicamente molto piccoli. E quando arrivano in Europa, si ritrovano a giocare contro ragazzi di 15 anni che sono più forti di loro”. Quindi, meglio dichiarare di essere più giovani, in modo che i club possano sperare in un’ulteriore crescita fisica, piuttosto che acquistare consapevolmente un ragazzo già sviluppato ma che fisicamente non è pronto ai campionati europei. “In Africa, se un giocatore non si abbassa l’età, non ha possibilità di andare a giocare in Europa. È una realtà, punto”, chiosa il centrocampista. Aggiungendo sospetti a una storia che già va avanti da decenni…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy