L’ex meteora juventina Höwedes ai saluti: “Il coronavirus…un suggerimento a smettere, i soldi non mi interessano”

Il calcio, un turbine d’emozioni che alla fine si condensa in un unico stato d’animo: quello dell’addio, tra gioia e malinconia. Per Benedikt Höwedes è arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Con una chiusura che sembra indolore.

di Redazione Il Posticipo

Il calcio è bellissimo. Ma il calcio è anche terribile. Per un atleta, è una continua altalena di emozioni: la gioia dell’essere ingaggiato in una squadra da ragazzini; la frustrazione dovuta al non giocare molto da giovani; la felicità di una buona prestazione e la frustrazione di quando si sa che si sarebbe potuto giocare molto meglio. Infine, tutto questo viene condensato in un unico difficilissimo stato d’animo: quello dell’addio, quasi sempre vissuto con un misto quasi inspiegabile di gioia e malinconia. Tutto nello stesso momento. E per Benedikt Höwedes è arrivato il momento di appendere gli scarpini.

CORONA, UN… SUGGERIMENTO – E le parole dell’ex capitano dello Schalke 04, che ha concluso il proprio contratto con la Lokomotiv Mosca, a Der Spigel raccontano di una chiusura quasi indolore: “Ho amato giocare a calcio fino alla fine. È difficile abbandonare certi momenti, come giocare in uno stadio esaurito. Una cosa del genere ti spinge ad andare avanti anche per molti anni. E forse i giorni del coronavirus, con queste partite a porte chiuse, hanno avuto la funzione di suggerimento”. Eppure, a 32 anni, per il campione del mondo del 2014 sembra un ritiro quasi prematuro ma mai come il collega Schürrle, ritiratosi sempre in questi giorni a 30 anni neanche compiuti.

INDOLORE – L’ex meteora della Juventus (in bianconero una sola stagione costellata dagli infortuni), però, non ha grossi rimpianti. E soprattutto non avrà particolare nostalgia per un lato del calcio nello specifico, quello del business. “Può sembrare sciocco perché ho beneficiato enormemente del business del calcio ma il denaro non è molto importante per me. Orologi e automobili costosi non si adattano al mio stile di vita. Ho guadagnato abbastanza e non mi farò il sangue amaro solo perché non sono più un calciatore professionista“. Insomma, un addio indolore: ogni tanto fa piacere anche salutare un giocatore senza addii strazianti e polemiche.

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