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L’ex compagno di squadra Lletget attacca Ibra: “Giocare con lui è frustrante, ti veniva voglia di andartene. Ora siamo liberi”

Per un avversario, trovarsi davanti Ibrahimovic è certamente una specie di incubo. Giocarci assieme, però, è un sogno. Qualcuno però non è decisamente d'accordo. È il caso di Sebastian Lletget, centrocampista dei Los Angeles Galaxy, che...

Redazione Il Posticipo

Per un avversario, trovarsi davanti Zlatan Ibrahimovic è certamente una specie di incubo. Non importano gli anni che avanzano, lo svedese è sempre un pericolo pubblico e non si sa mai cosa potrebbe inventarsi per rendere la vita difficile a chi dovrebbe controllarlo. Giocarci assieme, però, è un sogno. O almeno, dovrebbe esserlo. Qualcuno però non è decisamente d'accordo. È il caso di Sebastian Lletget, centrocampista statunitense dei Los Angeles Galaxy. L'ex compagno di squadra spiega a BSI: The Podcast che avere Ibra nello spogliatoio non sempre è un fatto positivo. Una figura come quella di Zlatan, spiega il calciatore di origine argentina, crea problemi.

LIBERI - Anzi, secondo Lletget la squadra della città californiana in un certo senso ci ha guadagnato dall'addio del Colosso di Malmö. "Di certo adesso nello spogliatoio c’è un’atmosfera migliore. E con il tempo possiamo costruire una vera chimica di squadra. Prima non eravamo liberi, era una situazione molto frustrante. A volte ti veniva voglia di mollare tutto e di lasciare il campo. Giocare contro Ibrahimovic è difficile, ma giocarci assieme lo è ancora di più". E ogni riferimento alle tante critiche fatte dallo svedese alla qualità e all'impegno dei compagni di squadra nel corso della sua esperienza a Los Angeles non sembra per niente casuale...

SPINTA - Lletget poi è stato protagonista di uno scontro in campo con Ibrahimovic durante il derby contro il LAFC. Mentre si sistemavano in barriera per un calcio di punizione, lo svedese ha spinto lo statunitense via della barriera, per fargli marcare un avversario nelle vicinanze. Un qualcosa che al centrocampista non è piaciuto. "Per me è completamente folle fare una cosa del genere a un compagno di squadra. Gli stavo dicendo che c'era un avversario libero e gli ho chiesto se dovevo andarlo a marcare. Prima mi ha detto di rimanere in barriera, poi quando stavano per calciare mi ha spinto via. È stato uno dei momenti in cui ha davvero mostrato chi è, la sua natura". Ma si sa, Ibra è così. Prendere o lasciare...