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L’ex compagno di squadra Lambert su Balotelli: “Il modo in cui si allenava era vergognoso”

(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Rickie Lambert ha realizzato il suo sogno di giocare con i Reds. Ma uno dei motivi di un'annata non all'altezza è stato...Balotelli. Per Lambert l'arrivo ad Anfield di SuperMario ha rappresentato una frustrazione difficile da mandare giù

Redazione Il Posticipo

Rickie Lambert, classe 1982, è cresciuto nel Liverpool, ma non ha mai avuto la possibilità di indossare la maglia della prima squadra dei Reds. Almeno, non fino al 2014, quando l'esperienza molto positiva al Southampton (117 gol in 235 partite) gli è valsa il ritorno ad Anfield. Che però è durato solo una stagione. A BristolLive l'attaccante ha raccontato che uno dei motivi di un'annata non all'altezza è stato...Balotelli. Per Lambert l'arrivo al Liverpool di SuperMario non ha solo significato una retrocessione nelle gerarchie, ma anche una frustrazione difficile da superare per quello che riguarda l'atteggiamento dell'azzurro...

SUPERMARIO - Lambert torna a casa subito dopo una cessione eccellente..."Si vedeva che i calciatori erano tutti shockati di aver perso Luis Suarez, visto che il gioco del Liverpool si basava su di lui. Non avrei mai potuto rimpiazzare uno così, no? Arrivare dopo di lui è stato molto complicato". Anche per questo, viene acquistato l'attaccante italiano... "E poi Brendan Rodgers ha portato Mario Balotelli e nelle gerarchie lo ha messo davanti a me. Questa cosa mi faceva impazzire, non riuscivo a capire. Il modo in cui si allenava era assolutamente vergognoso. Fuori dal campo è davvero di una simpatia contagiosa, è un ragazzo splendido. Ma il suo comportamento in allenamento non va bene".

RODGERS - E Balotelli, spiega Lambert, non si poteva permettere di allenarsi con sufficienza. "Quando giocava si impegnava, e mi sono capitati calciatori con un atteggiamento simile. Ma solitamente chi fa così in campo poi se la cava, lui no. Non riesco ancora a capire perchè Rodgers gliela facesse passare liscia, mettendolo in campo al posto mio. Io sono stato colpito direttamente da questa cosa, ma è stata una situazione che ha avuto un impatto negativo su tutta la squadra". In ogni caso, quella stagione resta agrodolce per l'attaccante inglese. Un sogno realizzato, ma non del tutto. "È stato comunque bellissimo far parte di un club straordinario. E nonostante tutto, Rodgers era comunque un allenatore brillante, quindi c'erano tutte le condizioni per me per crescere. Ma è stato devastante non riuscire a ottenere il meglio da quel periodo. Sono deluso, ma anche grato di aver avuto la possibilità di indossare la maglia del Liverpool. È un qualcosa di cui andrò fiero per sempre". Nonostante...SuperMario.