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L’ex agente di Hleb: “Il flop al Barcellona? È dipeso da Guardiola… avremmo dovuto firmare per il Bayern”

(Photo by Denis Doyle/Getty Images)

Talenti sprecati. Uno dei casi più clamorosi è quello di Aleksandr Hleb, ex campione dell'Arsenal e terribile flop del Barcellona. Il suo ex agente, dopo tanti anni, rivela di chi è la colpa del suo insuccesso in Spagna.

Redazione Il Posticipo

Il calciomercato è molto intrigante, fa venire l'acquolina in bocca ai tifosi quando un nome importante viene accostato alla propria squadra. A parlare, però, è il campo. Molti giocatori reduci da stagioni incredibili, all'arrivo in un nuovo club hanno deluso incredibilmente allenatore e tifosi. Talenti sprecati. Uno dei casi più clamorosi è quello di Aleksandr Hleb, ex campione dell'Arsenal e terribile flop del Barcellona. Il suo ex agente, dopo tanti anni, rivela di chi è la colpa del suo insuccesso in Spagna.

L'ARSENAL E IL VIAGGIO - "All'Arsenal ha passato il miglior momento della sua carriera", dice Ulrich Ferber, ex agente di Hleb, a SPOX. "Wenger lo amava. Poi Barcellona e Bayern hanno mostrato interesse: abbiamo parlato con entrambi i club e abbiamo scelto il Barcellona. Sull'aereo per andare a firmare il contratto, sentivo che lui non vedeva l'ora ma io avevo qualche dubbio. In quella situazione, forse, avrei dovuto avere maggior influenza: avrebbe dovuto firmare per il Bayern. Certo, il Barça è un grande club ma tornare in Germania sarebbe stata una mossa migliore in qual momento. Ma Aleks voleva giocare con Messi, Iniesta e Henry". La storia dice che l'esperienza di Hleb in Catalogna diventerà però il suo maggior rimpianto: da lì comincerà il suo lento declino nel calcio internazionale

 (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

IL RIMPIANTO -  Hleb arriva a Barcellona quando Guardiola aveva appena preso il posto di Rijkaard. "Frank Rijkaard e il direttore Txiki Begiristain lo volevano disperatamente. Alla fine, però, Rijkaard se ne è dovuto andare e Guardiola non ha trovato utile Aleksandr. All'Arsenal giocava praticamente sempre, lì non è riuscito a giocare neanche il 60 per cento del tempo. Ha anche avuto problemi con il modo di vivere spagnolo". Il problema non era certamente di tasso tecnico: "Vederlo giocare con Messi e Iniesta era poesia. Alla fine, il suo problema è stato mentale e ha anche fallito a causa dell'orgoglio". Lo stesso orgoglio che lo ha portato qualche anno fa a dire che...avrebbe preso a pugni il catalano per non avergli fatto giocare la finale di Champions 2009. Che tra le altre cose i blaugrana hanno vinto!