Lewandowski racconta…il Klopp segreto: “Ha due facce, è capace di dirti qualsiasi cosa. E non parlo di cose buone…”

Lewandowski racconta…il Klopp segreto: “Ha due facce, è capace di dirti qualsiasi cosa. E non parlo di cose buone…”

Klopp…il cattivo? Una cosa che solo a dirla sembra incredibile. Anche il centravanti del Bayern Monaco, che lo conosce bene, conferma che per chi lavora con lui Klopp assume quasi un ruolo paterno. Ma il polacco aggiunge anche qualcosa che non molti sottolineano…

di Redazione Il Posticipo

Klopp…il cattivo? Una cosa che solo a dirla sembra incredibile. Il tecnico del Liverpool ha conquistato il mondo del calcio non solo con i risultati, ma anche con un atteggiamento scanzonato e parecchio autoironico, che gli ha fatto sempre ricevere complimenti. Occhio però, perchè non è detto che anche il tedesco non possa perdere le staffe. A volte è successo in campo (e per conferma basterebbe chiedere al guardalinee di Borussia Dortmund-Napoli del 2013), altre invece addirittura con i suoi calciatori. A parlare di questo Klopp meno conosciuto è uno dei suoi pupilli, Robert Lewandowski. Il polacco ha raccontato a ESPN il suo rapporto con il tecnico dei Reds.

CATTIVO – Il centravanti non ha dubbi: “Il mio allenatore preferito è Jurgen Klopp. E dopo di lui c’è Pep Guardiola., al 100%”. Normale, anche perchè è stato proprio il tedesco a trasformarlo nello spietato killer dell’area di rigore che quest’anno avrebbe anche potuto dire la sua per il Pallone d’Oro. E se anche Lewa conferma che per chi lavora con lui Klopp assume quasi un ruolo paterno, il polacco aggiunge anche qualcosa che non molti sottolineano. “Klopp ha due facce. Si vede che per i suoi giocatori è un po’ come un padre, ma ha anche una parte di sè che è quella dell’allenatore, del gestore di uomini. È capace di dirti qualsiasi cosa. E non parlo di cose buone, ma di cose brutte”.

MOTIVATORE – Dunque, anche Klopp è in grado di…accendere l’asciugacapelli in stile Sir Alex Ferguson. Ma la grande capacità del tedesco, spiega Lewandowski, sta nel suo intuito e nella capacità di comprendere, caso per caso, se bisogna utilizzare il bastone oppure la carota. “Per i giocatori è un enorme motivatore, sa gestirli alla perfezione, perchè capisce perfettamente quando è il momento di starti un po’ di più addosso o quando invece è il caso di lasciarti stare. Il suo rendimento come allenatore è fantastico. E non solo a livello tecnico, ma anche a livello umano”. Occhio però a non farlo arrabbiare…

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