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“L’età non conta: se la mia squadra corre, io…” – Ibra dà la prima lezione…al suo nuovo allenatore!

Guillermo Barros Schelotto, nuovo allenatore dei LA Galaxy, si è riunito con la squadra ed ha avuto un confronto con Ibrahimovic. E lo svedese gli dà subito una lezione: “Se la squadra corre, io corro”.

Redazione Il Posticipo

La classe non è acqua. Punto, non si discute. L’acqua può disperdersi, evaporare, aver bisogno di essere rimpinguata, riscaldata o rinfrescata. La classe no. La dimostrazione è… Zlatan Ibrahimovic. Ogni tanto qualcuno ci prova ad affibbiare qualche difetto allo svedese, ma facendolo si condanna ad una lunga e infruttuosa ricerca. È un campione e basta e non solo in partita: lo è anche in allenamento e lo ha dimostrato nel suo primo incontro con il nuovo allenatore dei suoi Los Angeles Galaxy, Guillermo Barros Schelotto.

IL COLLOQUIO - ­I due si sono incontrati nella sessione di allenamento del mercoledì e l’ex tecnico del Boca Juniors, reduce dalla pesante sconfitta nel Superclasico di Copa Libertadores, ha voluto un faccia a faccia con quello che, sebbene sia lì da una sola stagione, è chiaramente il leader indiscusso del gruppo. Così Barros Schelotto ha fatto alcune domande al carismatico attaccante, chiedendogli ad esempio la sua visione della fase offensiva e delle sue esperienze passate. Zlatan ha risposto a tutto ed il confronto sembrava terminato. Se non che il nuovo allenatore si è reso protagonista di quello che agli occhi di Zlatan potrebbe essere stato uno scivolone.

CHAPEAU - Stando a quanto riporta As, l’ex giocatore e allenatore del Boca avrebbe detto a Zlatan che, se voleva, poteva anche saltare qualche esercizio, vista l’età e la sua ‘posizione sociale’ in squadra. Zlatan sarà anche eccentrico, particolare, di difficile comprensione per alcuni, sicuro di sé e dei propri mezzi fino a sembrare presuntuoso a chi non lo conosce. Ma di certo non è uno scansafatiche, anzi è davvero descrivibile con il binomio “gran professionista”. Così lo svedese ha risposto al tecnico: “Se la mia squadra corre, corro anch’io. Se la mia squadra soffre, soffro anch’io. La mia età non è importante, ciò che conta è la mentalità e la mia è a prova di proiettile”. Cosa aggiungere? Chapeau! Forse, quello di Barros Schelotto era un test per capire quanto affidamento potesse fare sullo svedese, sul suo atletismo e sul suo spirito di sacrificio. Chissà che non sia Zlatan, ora, a farsi qualche domanda sul suo nuovo allenatore?