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Lecce, il responsabile sanitario è scettico: “Riprendere a breve mi sembra fantasioso”

Il dottor Palaia, responsabile sanitario del Lecce ha parlato dell'emergenza legata al Covid-19. E sottolineato il proprio scetticismo.

Redazione Il Posticipo

Il dottor Palaia, responsabile sanitario del Lecce ha parlato dell'emergenza legata al Covid-19. E sottolineato il proprio scetticismo riguardo alla ripresa del campionato a breve termine. Le sue parole, riprese da pianetalecce.it, sono state rilasciate al Quotidiano di Puglia.

RIPRESA - Il medico appare piuttosto pessimista: "Molto dipenderà dalle direttive presenti nelle linee guida. Inoltre bisognerà vedere quando effettivamente sarà dato il via libera. La scelta spetta al Ministro della Sanità, sentiti i pareri autorevoli del Comitato tecnico scientifico. Compiuti questi passi, noi avremo un protocollo di valutazione clinica per coloro che non hanno avuto alcuna infezione da Covid-19. Quelli  soggetti a contagio dovranno avere una valutazione diversa".

IRREALE - La ripresa appare come un qualcosa di molto lontano. Nonché difficile da compiersi: "Mi sembra irreale che, in tempi brevi, si possa riprendere la routine normale. Il rischio di infezioni, per la promiscuità degli ambienti, è troppo alto. Le persone sono chiamate a seguire le prescrizioni di distanziamento sociale. Il personale dell’albergo che ospita il ritiro della squadra “x” necessiterebbe di essere seguito da un medico con il compito di fornire direttive per preservare i dipendenti da una eventuale infezione e propagazione del covid 19. Mi sembra irrealizzabile. In questo momento il calcio non può riprendere. E poi, non vedo che differenza ci possa essere tra un calciatore, un giocatore di volley e uno di pallacanestro. Se basket e volley hanno deciso di interrompere i campionati ci sarà un valido motivo di natura sanitaria. Non capisco quindi perché il calcio debba essere diverso. Sicuramente è fra le discipline più popolari in Italia ma tutti gli sport hanno lo stesso entourage che può avere il calcio. Parlo di fisioterapisti, massaggiatori, magazzinieri e addetti ai lavori in genere”.