Le verità di Rui Faria: ecco perchè non è più il secondo di Mourinho

Le verità di Rui Faria: ecco perchè non è più il secondo di Mourinho

Rui Faria, che per diciassette anni è stato il fedelissimo secondo dello Special One, racconta i motivi che lo hanno spinto a lasciare il suo ruolo, “abbandonando” così in acque parecchio agitata il suo mentore e amico.

di Redazione Il Posticipo

Il mistero è finito, proprio nel momento in cui Mourinho sta vivendo i giorni peggiori alla guida del Manchester United. Rui Faria, che per diciassette anni è stato il fedelissimo secondo dello Special One, racconta i motivi che lo hanno spinto a lasciare il suo ruolo, “abbandonando” così in acque parecchio agitata il suo mentore e amico. Lo fa in un’intervista al Times, in cui emerge la questione principale che ha portato a una clamorosa separazione. Una scelta, racconta Faria, che non è stata assolutamente semplice, ma che dopo tutto questo tempo si è resa assolutamente necessaria.

FAMIGLIA – Questione…di famiglia. Di tempo e di possibilità di essere vicino ai propri cari. “Non è certo stata una decisione che ho preso dal giorno alla notte, è stata una decisione molto lunga e non me ne pento. Ho sentito che questa scelta aveva a che fare con la mia famiglia. Sono stati molto pazienti con me in tutti questi anni ed era arrivato il momento per me di pensare un po’ più a loro. Volevo avere la possibilità di fare almeno le cose che ogni padre dovrebbe fare”. Un qualcosa a cui essere l’assistente di Mourinho, con tutta probabilità, non gli permetteva di dedicarsi. E a quel punto la separazione è stata l’unica scelta possibile.

MAI PIÙ SECONDO – Niente volontà di mettersi in proprio, dunque, dietro la rottura? Forse sì, almeno da quel che racconta Faria, che conferma di aver voglia di tornare sul campo, ma che di fare il secondo a qualcun altro non ci pensa per niente. “Dopo essere stato l’assistente di Josè per tanti anni, non potrei farlo per qualcun altro. Lavorare con lui è la miglior esperienza che si possa avere. Non credo che si sia un allenatore al mondo con l’esperienza e la saggezza di Mou”. Saggezza che però al momento non funziona granchè. Colpa dei…giocatori. “Adesso va di moda mettere in dubbio chi comanda. Sembra che tutti sappiano tutto e quindi quando chiedi a qualcuno di fare qualcosa, a volte i giocatori contestano le scelte”.

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