Le rivelazioni di Zaha: “Allo United dicevano che andavo a letto con la figlia del mister e nessuno mi ha aiutato…”

Nel 2013 Zaha si è trasferito ad appena 20 anni al Manchester United. Ma le cose non sono andate esattamente come si aspettava. E il neo-diavolo rosso si è improvvisamente ritrovato…all’inferno…

di Redazione Il Posticipo

Arrivare al Manchester United a vent’anni sembra decisamente un obiettivo irraggiungibile per la maggior parte dei calciatori. Eppure Wilfred Zaha ce l’ha fatta. I Red Devils hanno puntato su di lui nel 2013, quando l’ivoriano è entrato nella storia come l’ultimo acquisto di Sir Alex Ferguson per la squadra che avrebbe lasciato da lì a qualche mese. Ma nonostante le ottime premesse, per l’attaccante proveniente dal Crystal Palace Old Trafford, il Teatro dei Sogni, è diventato un incubo. E il neo-diavolo rosso si è improvvisamente ritrovato…all’inferno. Un inferno che il calciatore ha raccontato all’ex collega Rio Ferdinand in una lunga intervista per The Locker Room, in cui ha parlato della sua breve esperienza allo United.

VOCI – Tutto parte da alcune voci secondo cui il calciatore non veniva schierato per una relazione con la figlia di Moyes, all’epoca allenatore dei Red Devils. Il tutto, senza che nessuno desse una mano a Zaha ad affrontare le voci e la conseguente esposizione mediatica. “Al club nessuno mi ha detto nulla, non sapevo proprio che fare. Mi ricordo di aver twittato qualcosa come ‘che pettegolezzi stupidi’, perchè mi stavano troppo addosso e sentivo di dover dire qualcosa. E poi dal club mi dicono ‘non dovevi fare questo, non dovevi fare questo’, nessuno mi ha aiutato. E io ero lì, da solo, ad avere problemi perchè la gente mi diceva che ero andato a letto con la figlia dell’allenatore e che era per quello che non giocavo”. Non certo una situazione molto semplice.

INFERNO – E resa ancora più complicata dal fatto di essere un ragazzo di appena una ventina d’anni, lontano da casa sua, dalla famiglia e senza molte possibilità per scelta dello stesso Manchester. “Avevo appena 19 anni, ho vissuto tutto questo da solo, lontano dalla mia famiglia. La cosa divertente è che questa storia è andata avanti così a lungo che a un certo punto mi sembrava assurdo che l’allenatore non venisse da me a dirmi qualcosa al riguardo. Mi sentivo così e pensavo fosse una cosa davvero ridicola. Ancora oggi, la gente pensa che sia una storia vera. E io non ho neanche mai conosciuto la figlia di Moyes!”. Alla fine, l’incubo è terminato con il ritorno a casa, al Crystal Palace, la squadra che lo ha accolto ad appena dodici anni. A volte, insomma, i sogni, meglio non farli avverare troppo presto…

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