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Le rivelazioni di Sneijder: “Mourinho ci dava libertà, ma guai a farlo arrabbiare. Balo lo ha scoperto in finale di Champions…”

Come nasce una squadra in grado di vincere tutto? Anche grazie alle capacità...da psicologo dell'allenatore. Nella sua autobiografia, Sneijder spiega come il portoghese, con il suo modo di gestire la rosa e le singole personalità, sia stato...

Redazione Il Posticipo

Come nasce una squadra in grado di vincere tutto? Anche grazie alle capacità...da psicologo dell'allenatore. Nella sua autobiografia, Wesley Sneijder sottolinea la capacità di Mourinho di capire a pieno i suoi calciatori. E spiega come il portoghese, con il suo modo di gestire la rosa e le singole personalità, sia stato fondamentale per arrivare a vincere il Triplete.

REGOLE - A partire dalle regole. Non proprio quelle che ci si aspetta da un tecnico all'apparenza inflessibile. "Mourinho faceva delle regole tutte sue e i calciatori amavano questo fatto. Sapeva benissimo come prenderci. Ci diceva 'io vi do più libertà di quanto siete abituati e in cambio ho una squadra migliore'. Durante le partite voleva il massimo da noi, ma fuori dal campo ci dava molto spazio. Vino, sigarette... Sono certo che sapesse quello che facevamo. Ma eravamo liberi persino in quello che indossavamo. Avevamo uno sponsor che ci forniva i vestiti eleganti, ma Mou ci disse che se non volevamo non dovevamo indossarli. Ci diceva 'siete calciatori, non modelli'. E contavano solo tre cose: allenarsi con impegno, concentrarsi e divertirsi. Quindi indossavamo tutti la tuta o i jeans e ognuno aveva una polo di un colore diverso. Era divertentissimo e nessuno all'Inter diceva niente a Mou".

BALO - Occhio però. La regola più importante era quella del rispetto. E per chi non lo capiva, erano guai. Come per Balotelli... “Mourinho ­ci proteggeva sempre, ma era meglio non farlo arrabbiare. E Balotelli lo ha scoperto. Era giovane e pensava di aver capito tutto dalla vita. E nel periodo in cui Mou non lo stava schierando molto, Mario è entrato nella mia camera mentre io ero con altri giocatori. Erano le 10:30 di sera e lui fa: 'Me ne vado dal ritiro, l'allenatore non mi prende sul serio. Voglio giocare di più'. Mourinho più tardi ci disse che Mario sarebbe stato il benvenuto di nuovo solo se avesse chiesto scusa alla squadra e a lui. Il che è quello che Mario ha fatto ed è stato accolto con un abbraccio. Era tutto a posto, o almeno questo è quello che pensava Balotelli. Durante la finale di Champions League, Mou ha detto a Mario di riscaldarsi per 45 minuti, ma alla fine è entrato Materazzi, che si è scaldato solo per cinque minuti. Ma ripeto, Mou aveva delle regole tutte sue".

VIAGGI - L'importante per Mou era che i suoi ragazzi fossero sempre pronti a dare tutto. E pazienza se questo significava...farli allenare di meno. "Faceva cose inattese. Maicon aveva preso un rosso ed era squalificato per due partite, Mourinho l'ha escluso dall'allenamento, gli ha detto che era uno scemo e lo ha mandato ad andare a trovare la sua famiglia in Brasile. Con me ha fatto lo stesso, ero da solo a Milano e la mia fidanzata era ad Amsterdam. Quando lo è venuto a sapere, mi ha detto di prendere il primo volo e andarla a trovare qualche giorno. Mi dice che mi vuole di ritorno per venerdì e io gli rispondo che sabato abbiamo una partita. 'Esatto. E tu in campo darai l'anima per me'. Un allenatore brillante. Io e Mou eravamo una cosa sola". E la bacheca dell'Inter dà ragione ai metodi del portoghese...