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Le rivelazioni di Milik: “A sei anni fumavo sigarette e rubavo caramelle nei negozi”

Il destino del polacco sembra lontano da Napoli, forse a Madrid, alla corte del Cholo Simeone. E quindi in Spagna presentano l'attaccante, raccogliendo una serie di sue dichiarazioni. Alcune delle quali riportano a un passato che per fortuna è...

Redazione Il Posticipo

Arkadiusz Milik, tanto talento quanta sfortuna. Il polacco è arrivato a Napoli per sostituire Higuain, appena andato via verso la Juventus. Un compito non certo semplice, ma che l'ex Ajax stava svolgendo con una certa predisposizione. Poi però il legamento del ginocchio ha fatto crac. Un vero e proprio calvario, che lo ha costretto a rimanere fermo, in due momenti differenti, praticamente un anno. E alla fine il Napoli non se l'è mai preso, anche se quando è schierato fa sempre abbondantemente il suo. Il destino del polacco sembra dunque lontano da Castel Volturno, forse in Spagna, alla corte del Cholo Simeone.

PASSATO - E per presentare l'obiettivo di mercato ai tifosi spagnoli, AS raccoglie qualche dichiarazione di Milik. Frasi che riguardano il suo passato e il suo presente, com un occhio al futuro soprattutto in nazionale. La prima però scava nell'infanzia del calciatore del Napoli. Che quando era bambino ha visto suo padre andarsene e lasciarlo. Un brutto colpo, che ha rischiato di far prendere una pessima strada al futuro centravanti. Per fortuna però c'era un angelo custode..."A sei anni ero insolente, fumavo sigarette e rubavo caramelle nei negozi. Fortunatamente 'Moki' è apparso nella mia vita e mi ha salvato". Moki è Sławomir Mogilan, l'allenatore che ha reso Milik quel che è.

NAZIONALE - Cioè un grande attaccante, che però in nazionale ha, teoricamente, un problema non da poco: Bob Lewandowski, uno a cui togliere il posto è assai complicato. E quindi Milik con la Polonia si adatta, giocando quasi da seconda punta. "Io e Robert giochiamo insieme, io dietro a lui. E' bello stare al suo fianco. Siamo una coppia pericolosa ma non fraintendetemi: lui è di gran lunga il migliore. Ho molto da imparare". Con la nazionale ancora poche gioie, ma una c'è stata ed è il gol nel 2-0 della sua squadra ai rivali della Germania. Un momento indimenticabile: "Quando ho visto il replay dopo alcune settimane mi sono venute le lacrime, abbiamo reso felice tutta la Polonia. La festa è durata due giorni, mia madre era la persona più orgogliosa del mondo". Soprattutto perchè il ragazzino che fumava e rubava caramelle è diventato un gran calciatore.