Le priorità di un tifoso del Betis: “Non posso fare il presidente di seggio, se non vedo il derby divento ansioso e non lavoro bene…”

Le priorità di un tifoso del Betis: “Non posso fare il presidente di seggio, se non vedo il derby divento ansioso e non lavoro bene…”

In Spagna un tifoso del Betis Siviglia, si è inimicato…lo Stato. Che ha avuto la pessima idea di sorteggiarlo come presidente di seggio per le elezioni generali del 10 novembre. Peccato che quel giorno ci sia in programma il derby con il Siviglia. E quindi arriva una strana lettera di rinuncia.

di Redazione Il Posticipo

La fede calcistica va oltre ogni immaginazione e a volte arriva a cozzare con la vita di tutti i giorni. Chiunque, nella sua vita da tifoso, avrà disdetto un appuntamento, evitato una serata con gli amici o addirittura boicottato una cerimonia pur di vedersi in santa pace una partita. In Spagna però si passa al livello successivo, perchè un tifoso del Betis Siviglia, abbonato da oltre 25 anni, si è addirittura inimicato…lo Stato. Che, come spiega AS ha avuto la pessima idea di sorteggiarlo come presidente di seggio per le elezioni generali del 10 novembre. Peccato che quel giorno il nostro eroe abbia in programma qualcosa di più interessante: il derby con il Siviglia, che si giocherà allo Stadio Benito Villamarín.

NERVOSO E ANSIA – E quindi, siccome quando si rifiuta questo incarico c’è necessità di spiegare ufficialmente il motivo, il tifoso del Betis non si è fatto pregare e ha recapitato una lettera alla Junta Electoral per raccontare le ragioni del suo no al dovere nei confronti della Spagna. La questione è che, partendo dal fatto che il derby è, ovviamente, il match più sentito della stagione, sorgerebbero dei problemi nell’esercizio delle proprie funzioni elettorali… “Tifare per il Betis può essere considerato una religione e non svolgerei al massimo il mio lavoro per il nervoso e il senso d’ansia generato dal fatto di non poter vedere la partita”. Manca solo un certificato medico al riguardo e a questo punto non è da escludere che arrivi anche quello.

SACRIFICI – Ma il tifoso va oltre, perchè ci tiene a non passare per qualcuno che non ha a cuore lo Stato. “Se le elezioni non si fossero tenute in contemporanea con il succitato evento sportivo, sarei orgoglioso della mia nomina a presidente di seggio. Ma visto che le due cose coincidono, non si può non scegliere la partita della propria squadra del cuore, il Betis. Una squadra a cui sono state sacrificate anche circostanze uniche e importantissime della mia vita, come la scelta data del matrimonio o la nascita di mia figlia, a cui non ho assistito proprio per andare a vedere una partita”Insomma, nella vita ci sono priorità. E questo tifoso del Betis le ha rese abbastanza chiaramente…

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