Le confessioni di Matuidi: “Sarri timido, ma grande uomo. Mai visto nessuno con la mentalità di CR7”

Le confessioni di Matuidi: “Sarri timido, ma grande uomo. Mai visto nessuno con la mentalità di CR7”

Il centrocampista lascia la Juventus e va a Miami e spiega i motivi della scelta.

di Redazione Il Posticipo

Matuidi a tutto tondo. Il centrocampista francese, in una lunga intervista concessa all’Equipe, spiega i motivi che lo hanno spinto a lasciare la Juventus. Una scelta che probabilmente gli costerà anche la nazionale, ma che è stata a lungo ponderata.

MIAMI – Tutto nasce durante il periodo di  lockdown: “A gennaio ho avuto i primi contatti provenienti da Miami, ma io ho lasciato correre. Ero convinto di restare alla Juve. Poi il legame con la mia famiglia, nei due mesi di lockdown, si è rafforzato come non  era mai successo prima. Nonostante stessero bene in Italia, mi sono chiesto quale fosse la soluzione migliore per loro.  E ho capito che forse era il momento di cambiare. A fine giugno ho ricevuto una nuova proposta. E dunque ho deciso di incontrare i dirigenti e ho chiesto di chiudere anticipatamente il nostro rapporto”.

JUVENTUS – Lascia il mondo Juventus, che lo ha molto amato. “Non ho mai avuto alcun problema con Sarri, è un tecnico che lavora molto sulla tattica. Non parla molto con gli altri, ma credo sia una questione di timidezza. Però mi ha molto colpito come uomo:  durante la mia positività mi ha chiamato tutti i giorni per sapere come stavo. Ho giocato con tanti campioni come Neymar, Mbappé, Griezmann e Ibrahimovic ma il più grande di tutti è Cristiano Ronaldo, è incredibile. Mai visto uno lavorare così, con lo spirito e la volontà di voler essere sempre il più grande di tutti”.

FUTURO – Adesso lo attende la MLS. Il che significa dire addio alla nazionale. “Beckham mi ha detto che devo essere felice, è un onore giocare per l’Inter Miami. Certamente non andrò lì come turista ma per giocare a calcio. Per me è stato molto bello tornare in campo dopo essere guarito dal Coronavirus. Ho parlato con Deschamps, sono consapevole che questa scelta possa complicare le mie future convocazioni con la Francia. Da parte mia la porta per la nazionale è sempre aperta, ma bisogna essere realisti, sarà complicato”.

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