Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Le confessioni di Drenthe: “Mou mi ha mandato via dal Real, doveva far giocare Marcelo. Una volta due ragazze mi hanno chiesto duemila euro…”

Stella del calcio a diciott'anni, acquistato dal Real ad appena venti e spedito via a ventitrè. Non si può certo dire che quella di Royston Drenthe non sia stata una carriera lampo, in tutti i sensi. Ma quella che sembrava la fortuna di una...

Redazione Il Posticipo

Stella del calcio a diciott'anni, acquistato dal Real ad appena venti e spedito via a ventitrè. Non si può certo dire che quella di Royston Drenthe non sia stata una carriera lampo, in tutti i sensi. Ma quella che sembrava la fortuna di una vita, l'approdo al Bernabeu, lo ha segnato. Dopo quell'esperienza, il terzino olandese ha giocato solo in squadre non certo eccezionali e ora, a 32 anni, dopo un primo ritiro e una carriera da rapper, è sotto contratto con i Kozakken Boys, club dilettante di terza divisione. Colpa anche un po' sua e di una vita non proprio da professionista. Le sue confessioni, raccolte da Marca, lo spiegano bene.

REAL - A partire dall'arrivo a Madrid. Una scelta consapevole. "Mi volevano 16 squadre. Ho parlato con Laporta, presidente del Barcellona, ma anche con Mijatovic, direttore sportivo del Real Madrid. Quasi tutti mi offrivano le stesse cose, ma quando ho sentito che mi voleva il Real, ho deciso subito". Tutto bene per un paio di stagioni, in cui si tiene dietro persino Marcelo. Ma poi... "I problemi sono cominciati con Mourinho, che è quello che mi ha fatto andare via dal Real. Il giorno della chiusura del mercato mi chiama e mi dice che me ne devo andare. Avevo meno di 24 ore per scegliere una squadra! La dirigenza decise che doveva giocare Marcelo, non c'erano motivi per cacciarmi. Valdano probabilmente riponeva più speranze in Marcelo. Il Real è il miglior club della storia e io ci ho giocato, questo non me lo toglierà nessuno. Ci sono campionissimi che hanno sognato di giocarci e non ci sono riusciti".

MADRID - Non che Drenthe non si sia divertito nella capitale spagnola... "Madrid è una bella città, con buoni ristoranti, dove si fa festa e le ragazze sono belle. E tu sei giovane e un giocatore del Real, sono molte le tentazioni che ti vengono messe davanti agli occhi. Con Robinho mi trovavo bene. A volte andavo a casa sua, aveva trasformato la sua cantina in una discoteca". E ogni tanto, arrivavano delle strane sorprese. "Una volta ero con un amico al casinò e ci si sono avvicinate due ragazze molto belle. Ce ne siamo andati in hotel tutti e quattro e ci siamo divertiti. Il problema è arrivato alla fine, quando ci hanno chiesto mille euro ciascuno. Non avevo idea che dovessimo pagarle!". Piccoli...inconvenienti madrileni.