Le bordate di Tebas: “Superlega? Chiamatela Interplanetary League e giocatela su Marte…”

l leader del calcio spagnolo ha parlato, a modo suo, di tutto.

di Redazione Il Posticipo

Javier Tebas, il presidente di LaLiga , è stato uno degli ospiti di MARCA Sport Weekend. Il leader del calcio spagnolo ha parlato, a modo suo, di tutto. Concetti concisi e diretti, a partire dall’allarme legato all’impatto economico generato dalla pandemia sul calcio.

LAVORO  – Tebas ha rimarcato il concetto che il calcio è più di uno sport. “Dietro la Liga c’è una grande industria con molti posti di lavoro. Difendere quei 180mila posti di lavoro è una responsabilità sociale. Con la prospettiva dei mesi passati, competere ora è più complicato rispetto a luglio. A quel tempo, la percentuale di coronavirus era molto più bassa.  Ora è più difficile, abbiamo dovuto cambiare i protocolli ma pensiamo sempre a porre fine alla competizione. Se non avessimo concluso lo scorso campionato  avremmo perso 800-900 milioni di euro “.
“Il calcio spagnolo avrebbe bisogno di circa 490 milioni di euro per finire la stagione”
Tebe

TETTI – Il futuro è nei tetti salariali. “Il Valencia non è più in Champions League, per esempio, ed è costretto a vendere i propri giocatori. E anche il Barcellona deve abbassare gli stipendi dei giocatori per finire la stagione. Non hanno altra scelta. Ormai è necessario bilanciare entrate e uscite. Gli altri campionati sono in una situazione più complicata della nostra. Dovremmo prendere esempio dalla Premier League, dove invece di bandire si danno dei tetti da non sforare in modo da non perdere competitività”.

SUPERLEGAUE – Non manca la consueta “bordata” contro la Superlega. “La chiamerei “Interplanetary League” perché è così incredibile come idea da potersi giocare su Marte. Si tratta di una idea clandestina, mi sembra tutto uno scherzo. È impossibile che i grandi club che si sfidino in questa competizione e mettano a rischio ciò che sta offrendo la Champions”. A proposito di indotti, il pubblico rende tutto meno appetibile. “Ogni partita senza pubblico è una piccola perdita. Perdiamo prodotto, valore. Il vaccino ci offre una data speriamo arrivi il prima possibile”.

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