Lazio, spogliatoio caldo e nervi scoperti

Le quattro sconfitte nelle ultime cinque partite cominciano a pesare nelle segrete stanze biancocelesti. Ed il nervosismo finora sopito emerge sempre più spesso.

di Mattia Deidda

La sconfitta in Europa League della Lazio contro la Steaua Bucarest apre scenari impossibili da immaginare fino a qualche domenica fa. La quarta partita nelle ultime cinque in cui i biancocelesti escono dal campo sconfitti, con il solo pareggio per 0-0 in coppa Italia contro il Milan a bloccare il disastroso cammino. Come sempre accade, senza i giusti risultati arrivano le polemiche, e in meno di un mese un ambiente pronto a sognare in grande, si ritrova a vivere situazioni interne in grado di rovinare il buon cammino della squadra svolto finora. Non solo Felipe Anderson; tra gli scontenti della gestione Inzaghi c’è anche Nani, apparso visibilmente deluso per la sostituzione al 56′ del secondo tempo.

Piove sempre sul bagnato: ora tocca a Nani

I biancocelesti stanno vivendo il periodo più mentalmente complicato della stagione, nella parte di calendario più fisicamente difficile da quando è iniziato il campionato. Una forma fisica che sembra calare di partita in partita, in aggiunta ad un gruppo di calciatori che iniziano a non credere più nel copione scritto da Inzaghi. La mancanza di risultati non può che portare nervosismo in uno spogliatoio che aveva iniziato a pensare in grande, e nel malumore generale assumono spessore i malcontenti di alcuni giocatori. Non solo Felipe Anderson; anche Nani, adesso, sembra non voler fare nulla per nascondere la tensione. Il portoghese, a quanto pare, non avrebbe digerito la sostituzione dopo dieci minuti dall’inizio del secondo tempo, e si sarebbe sfogato negli spogliatoi al termine della gara. Pesa, senza dubbio, la rabbia personale di una partita giocata  male, con la consapevolezza di essere l’uomo con più esperienza europea in rosa. Una reazione a caldo, che aggiunge un capitolo al difficile periodo biancoceleste.

La palla passa alla società

Nei momenti di difficoltà serve una guida in grado di ristabilire tranquillità. Inzaghi ha dimostrato tanto in questo campionato, ma con solamente due stagioni alle spalle come allenatore, è la prima volta che si ritrova a dover gestire uno spogliatoio in crisi. Con più di un giocatore che mostra malcontento, la palla passa alla società. Il primo passo per non creare situazioni di anarchia, è dimostrare alla squadra la totale vicinanza all’allenatore. Una situazione che non si verifica quasi mai, come gli infiniti esoneri in Serie A dimostrano: per limitare il potere dei calciatori, in grado di decidere il futuro di un tecnico, ogni società dovrebbe mostrarsi sempre dalla parte dell’allenatore. Con Inzaghi, non sarebbe neanche troppo difficile: le ultime sconfitte non cancellano lo splendido lavoro svolto dal tecnico, in grado di valorizzare i giovani e regalare al campionato uno dei migliori giochi d’Italia.

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