Nostalgia Candreva, ma Felipe Anderson dice no…

Candreva strizza ancora una volta l’occhio alla Lazio ma un suo ritorno sembra complicato. Chiuso da Felipe Anderson, dal modulo e dalla piazza?

di Redazione Il Posticipo

Notti magiche, inseguendo un gol? Piuttosto chi lo segnava, magari grazie a un suo assist. Candreva strizza (di nuovo, dopo neanche un mese) l’occhiolino alla Lazio. Rispetto al mercato, però, c’è un problema. Un Felipe Anderson in più. Al netto dell’infortunio e delle incomprensioni (non convocato contro il Napoli) con Inzaghi, il brasiliano ha ancora la fiducia del tecnico. E dunque il ritorno dell’esterno destro, che tanto anela Roma e la Lazio, rischia di restare una nostalgia canaglia.

Candreva all’Inter è un sopportato

Le premesse per un rientro a casa Lazio sono perlomeno complicate. Non per scelta tecnica dell’Inter anzi: nessuno, al Suning Center, in caso di partenza, si strapperebbe le vesti. Il rapporto con la tifoseria nerazzurra si è deteriorato ed è tramontato proprio durante Inter-Lazio dopo uno sputo e una “dedica” (anche quella molto romana, in verità) rivolta verso la curva. Candreva ha chiesto scusa, giustificando il gesto come figlio della frustrazione per aver perso un pallone. L’arringa difensiva non ha convinto la stragrande maggioranza della tifoseria nerazzurra che, indipendentemente dal malinteso, lo ha comunque ormai scaricato. Nessuno tollera ulteriormente cross sbagliati e tiri sbilenchi. La sensazione è che la permanenza di Candreva all’Inter sia agli sgoccioli. E che di fronte a un’offerta importante potrebbe anche chiudersi.

Il ritorno alla Lazio però è complicato

Da qui a un ritorno in biancoceleste però ce ne corre. Candreva ha vissuto la sua migliore stagione proprio a Roma, ma il suo addio è stato burrascoso. Pregi e difetti di Candreva sono noti: corsa, abnegazione, impegno, cambio di passo e di umori. Cross troppo alti o lunghi, penetrazioni ficcanti e ghirigori inutili, un tiro da fuori capace di centrare l’angolino così come i fotografi. Genio e sregolatezza, cementati dalla perenne incapacità di essere continuo. Alla Lazio è anche di difficile collocazione. Potrebbe essere utile come esterno a tutta fascia del 3-5-1-1 di Inzaghi?

Nessuno molla Felipe Anderson

Certo, una eventuale cessione di Felipe Anderson lascerebbe in rosa un buco importante da colmare, ma nè Inzaghi nè Lotito sembrano essere intenzionati a liberarsi del brasiliano. Un talento un po’ ribelle, ma da non abbandonare a se stesso. E quindi, con Felipe Anderson ancora inserito nelle gerarchie tecniche, possibile vedere l’interista giocarsi un posto a trequarti con il brasiliano e con Luis Alberto? Una soluzione che appare abbastanza complicata. Resta infine da vedere con quale formula riportarlo a Roma. Il contratto è in scadenza nel 2020 e l’ingaggio da 2,3 milioni annui rientra comunque nei parametri del “salary cap” del club di Lotito. Venduto per 22 (più 3 di bonus) potrebbe essere riacquistato a prezzo di saldo. Insomma un affare sotto tutti i punti di vista. Salvo quello ambientale: come reagirebbero i tifosi a un suo ritorno?

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