Dalla Supercoppa alle esclusioni: Inzaghi boccia Murgia?

Inzaghi, mini rivoluzione a centrocampo. Arretra Parolo, dentro Lulic come interno e Lukaku esterno. Paga Murgia. Esclusione che sa di bocciatura?

di Redazione Il Posticipo

Inzaghi, in vista del Verona, non cambia modulo, né intenti. Qualcosa, invece, cambierà a livello d’interpreti. La sfida contro i gialloblù è un crocevia fondamentale per le ambizioni biancocelesti. E in ottica Hellas, vi sono due problemi da risolvere. La fase difensiva e un attacco improvvisamente inceppatosi. Entrambi i disagi hanno come minimo comune denominatore, il centrocampo. Laddove il tecnico laziale opererà una mini rivoluzione. Con una bocciatura eccellente: Murgia. Dalla Supercoppa alla panchina.

Parolo al posto di Leiva: out Murgia

Inzaghi ha preannunciato che Parolo prenderà il posto dello squalificato Leiva. L’assenza del brasiliano, per certi versi, è un sollievo. Si è liberato della spada di Damocle della diffida e salta una gara contro un avversario non impossibile. L’ex Liverpool, fra l’altro, necessitava più degli altri di un turno di riposo. Avverte il peso degli impegni ravvicinati e ha perso un pizzico di brillantezza. Quanto basta per essere meno incisivo del solito in fase d’interdizione. Una fase in cui neanche Murgia, secondo il tecnico, offre le dovute garanzie. Al netto delle valutazioni, la scelta è inevitabile: fuori il giovane. Arretra Parolo. Lulic va interno con Lukaku nuovamente dal primo minuto a tutta fascia.

Quantità al centro, qualità davanti

Qualora le scelte di Simone Inzaghi fossero confermate, rappresenterebbero un taglio netto con il passato e un solco su cui incanalare la nuova Lazio. Il vero bocciato è Murgia, che, evidentemente, non rientra, nelle idee del tecnico, come uomo capace di giocare davanti la difesa. Inzaghi non si sente di chiedergli il doppio lavoro d’interdizione e costruzione del gioco. A dirla tutta, però, neanche le caratteristiche di Parolo si sposano con il ruolo di playmaker: è più incursore che centrocampista d’ordine, ma anche in questo caso c’è una spiegazione. Parolo non attraversa, come tutti, un grande momento di brillantezza fisica. Non ha il passo né la gamba per strappare, ma resta il centrocampista con un taglio più “difensivo” in rosa. Una scelta di quantità piuttosto che di qualità per la fantasia lì davanti, dove gli esperimenti sembrano finiti: Luis Alberto e Immobile, con buona pace di umori e capricci di Anderson e Nani. Taglio netto, ma chiaro.

 

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