Sotto l’albero che vorrei: la Lazio fra rimpianti e rinnovi…

La Lazio si gode un bel Natale, anche se manca qualche punto in classifica e il rinnovo di De Vrij rischi di condizionare il mercato biancoceleste.

di Redazione Il Posticipo

Un Natale dolce, ma dal retrogusto amaro per Lazio che si ritrova sotto l’albero con diverse certezze e anche un po’ di rabbia. All’appello mancano quattro punti che avrebbero potuto cambiare la stagione biancoceleste. E c’è un rinnovo in ballo che potrebbe creare qualche scompenso a livello d’immagine e qualche intervento nel reparto difensivo.

Blindare Milinkovic, poi un centrocampista e un difensore

La Lazio ha quasi l’obbligo di conservare i propri pezzi da novanta. In primis, Milinkovic-Savic. Il centrocampista è l’anima di una squadra che ruota intorno a un calciatore difficilmente superabile nei contrasti, quanto abile a impostare il gioco. Il serbo ha il contratto in scadenza nel 2022 ma le avances dal PSG si fanno sempre più pressanti. La Lazio oltre a resistere, deve anche pensare a un sostituto, a un puntello. Si era pensato a Castro, ma l’infortunio ha condizionato i piani. In ogni caso l’identikit è quello del centrocampista del Chievo. E poi si deve intervenire sul reparto arretrato, considerando la possibile partenza di De Vrij. E anche se il centrale olandese rinnovasse, serve comunque un innesto che garantisca maggiore affidabilità rispetto agli attuali ricambi.

Il rinnovo di De Vrij, un segnale importante

L’olandese è un capitale che rischia di disperdersi a parametro zero. Un lusso che Lotito non può permettersi. A prescindere dalla perdita economica, sarebbe un segnale evidente di debolezza che rischierebbe di ripercuotersi sul resto dello spogliatoio. Non è il caso di arrivare al braccio di ferro, ma è necessario utilizzare il buonsenso. Da ambo le parti. De Vrij può firmare e al limite essere ceduto, in modo da garantire un ritorno economico alla squadra che l’ha valorizzato. Lasciarlo andare via, libero di scegliere la destinazione da decidersi, significa trasmettere un segnale di debolezza. La Lazio se vuole crescere e ragionare da grande, deve saper trattenere i propri gioielli e, comunque, far passare il messaggio che indossarne la maglia è un punto di arrivo e non un trampolino di lancio per altri lidi.

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