Lazio, due promesse e un segreto

Il bello della Lazio. La volontà di trattenere i big. Cristante come primo obiettivo di mercato. E il nuovo Luis Alberto, rinato grazie al mental coach.

di Mattia Deidda

Una vittoria che cancella in un colpo solo il malumore di ogni tifoso laziale. La Lazio vince a Firenze una gara difficile, contro la Fiorentina e, di nuovo, contro le scelte arbitrali. Un’espulsione forzata, un rigore non assegnato e la difficoltà mentale di non poter sbagliare nulla per non perdere il treno Champions League. La gara giocata dagli uomini di Inzaghi è entrata di diritto nei cuori dei tifosi, che già da oggi sono soddisfatti della stagione che la squadra sta vivendo. Sorride Tare, che però non ha intenzione di accontentarsi: l’anno in corso è il primo passo verso qualcosa di più grande, su cui il direttore sportivo biancoceleste sta lavorando da tempo.

DUE PROMESSE… – Per continuare il processo di crescita intrapreso dalla squadra biancoceleste è essenziale non perdere le colonne portanti della rosa. Una, per forza di cose, è destinata a lasciare Roma (De Vrij), sulle altre, però, Tare è pronto a mettere un veto. Il direttore sportivo è pronto a fare due promesse alla piazza: la prima è che nessun prezzo pregiato verrà venduto, la seconda, è che in estate arriveranno altri giocatori pronti ad arricchire la qualità della squadra. Il primo nome sulla lista è quello di Cristante, calciatore rivelazione della stagione. Seguito da molti club, il centrocampista dell’Atalanta è pronto al salto di qualità, e la splendida stagione che stanno vivendo i biancocelesti potrebbe essere la chiave di volta per convincerlo a sposare il progetto laziale: sotto gli ordini di Inzaghi la squadra gioca bene, ed ogni calciatore riesce ad esprimere nel migliore dei modi le proprie qualità.

…E UN SEGRETO – Non ci sono più dubbi: Luis Alberto è il segreto di questa Lazio. Parlare di un singolo giocatore non è mai giusto, ma appare evidente come non mai come sia lo spagnolo il vero uomo in più di questa rosa. Con lui in campo, la squadra assume tutto un altro aspetto, non solo stilistico, ma anche, e soprattutto, di mentalità. Ogni giocatore sembra aumentare il proprio tasso tecnico, consapevole di avere vicino qualcuno in grado di comprenderlo. Quando parte dai suoi piedi, ogni pallone può diventare decisivo per portare a casa i tre punti, trascinatore assoluto della squadra. Una metamorfosi che ha sorpreso tutti gli addetti ai lavori. Il merito, in gran parte, va al mental coach, che lo ha riempito di autostima e fiducia verso se stesso. La parola del campo, poi, ha fatto il resto.

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