Lo statuto Albertino: Luis è insostituibile

Lo statuto Albertino: Luis è insostituibile

La Lazio in versione sperimentale convince a metà, anzi, neanche troppo. La sfida al Vitesse lascia però in eredità un Luis Alberto insostituibile, in tutti i sensi.

di Redazione Il Posticipo

Poco più di un allenamento settimanale, che, a conti fatti, era meglio evitare. Chi scende in campo con il Vitesse non muta assolutamente le gerarchie di Simone Inzaghi, anzi lascia in eredità qualche preoccupazione di troppo. Il Vitesse si porta a casa un punto che serve a poco. La Lazio perde Nani, che si infortuna al quadricipite. Un vero peccato: il match con gli olandesi serviva per rifinire la condizone del portoghese che invece torna in infermeria.

Luis Alberto, un modulo cucito addosso

La serata con il Vitesse lascia in eredità una certezza. Il 3-5-1-1 di Inzaghi non può prescindere dalla presenza di Luis Alberto. L’avvio è molto morbido, biancocelesti cresciuti con il passare dei minuti: e quando i padroni di casa alzano i ritmi, gli olandesi sono spalle al muro dopo aver trovato il vantaggio su punizione. Conclusione balisticamente perfetta, sotto la traversa, ma la sensazione è che Vargic non sia esente da colpe. La palla si infila centralmente. Il cambio che ribalta la partita è l’arretramento di Murgia come mediano e Luis Alberto restituito al ruolo di trequartista. Lo spagnolo è tornato a catalizzare gioco e palloni. Le occasioni fioccano e sono concretizzate dal gol del pareggio. L’ennesima perla stagionale dopo un azione iniziata e rifinita.

Uscito lui si spegne la luce

Il 3-5-1-1 non ha funzionato specialmente in uscita, complice la scelta di provare lo spagnolo regista. Non ha il passo ne i tempi per recitare la parte di Leiva. Sa, però, eccome, interpretare il suo. Quando Inzaghi arretra Murgia e lo restituisce alla collocazione naturale, la manovra è fluida, i meccanismi tornano a oliarsi. La Lazio, a girare. Nell’ordine: un colpo di tacco per lanciare Palombi a tu per tu con il portiere. Quindi tesaurizza un cross (eufemismo) di Basta (meglio Marusic, ma a spanne) siglando il gol del pari. Quando esce, la Lazio evapora. Perde linee e distanze. Murgia non ha ancora la personalità per prendere in mano la squadra che, uscito lo spagnolo, si poggia molto su Lukaku che conferma pregi e difetti. Fisico irruento, spacca le difese ma perde ancora troppi palloni. Migliorerà. Come i giovani visti oggi, ma che si rivedranno chissà quando in futuro. Anche perché non è che abbiano fatto molto per rovesciare le gerarchie.

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