Lazio, fuori i secondi: Vargic delude, Inzaghi affida la numero dodici a Guerrieri?

La negativa prestazione di Vargic in Europa League ha portato in rampa di lancio Guerrieri. Attualmente terzo portiere, è pronto a ribaltare le gerarchie e formare insieme ai compagni della Primavera il blocco di giovani da cui partire per il futuro della Lazio.

di Mattia Deidda

La prestazione di Vargic contro lo Zulte Waregem ha lasciato più di qualche dubbio ad Inzaghi, che sta pensando ad un cambio di gerarchie nel ruolo del portiere. Il primo, ovviamente, è Strakosha, grande protagonista di questo inizio di campionato, che lo scorso anno aveva iniziato da riserva salvo poi conquistarsi la maglia da titolare. Il ruolo del secondo, invece, sembra essere destinato a Guerrieri, prodotto del vivaio biancoceleste. Una scelta che, analizzata attentamente, segue la linea di pensiero della società. In rosa, la Lazio ha molti giocatori usciti dalla Primavera, e nell’ultima partita di Europa League sono stati tutti schierati in campo, ad eccezione del portiere.

Guerrieri, passato da predestinato

Classe 1996, Guerrieri è un portiere che ha sempre regalato ottime sensazioni, da molti considerato uno dei migliori talenti della Primavera degli ultimi anni. Cresciuto nelle giovanili biancocelesti, ha dovuto lottare per un posto sin dall’inizio, in quanto negli stessi anni a difendere i pali biancocelesti c’era anche Strakosha. Al tempo, tra i due non c’era così tanta differenza, anzi, era proprio l’italiano a regalare più sicurezza in campo. Un anno di esperienza in Serie B con il Trapani non proprio positivo, iniziato da titolare e terminato in panchina, con l’ultima gara giocata a dicembre. Poco importa per la Lazio. Anche Strakosha, nella sua avventura alla Salernitana, non aveva regalato ottime prestazioni. La società continua a credere molto nel giovane italiano così come ha creduto nell’albanese, tanto che a fine novembre ha deciso di prolungargli il contratto di tre anni, fino al 2021.

Fattore Inzaghi

Inserire in rosa molti giovani del vivaio è una linea di pensiero resa possibile principalmente dalla presenza di Inzaghi. Il tecnico biancoceleste conosce bene ogni giovane della Primavera, li considera nelle rotazioni e non li calcola come un peso da gestire, a differenza di molti allenatori che pretendono in panchina giocatori già pronti. Guerrieri è uno di quei giocatori superiori alla categoria della Primavera, ma che per entrare nel mondo dei professionisti ha bisogno di una guida che sappia indirizzarlo. Passare da terzo a secondo portiere può sembrare un miglioramento insignificante, ma non lo è. Il ruolo dell’estremo difensore è il più delicato di tutti all’interno del rettangolo verde. Solo in campo, senza un compagno di reparto con cui creare un legame. Non ci sono preavvisi, quando arriva la chiamata bisogna farsi trovare pronti, proprio come ha fatto Strakosha quando è entrato al posto di Marchetti. Il futuro e dalla parte di Guerrieri: la Lazio sembra intenzionata a costruire una squadra tenendosi in rosa i migliori prospetti del vivaio, senza mandarli in giro per l’Italia.

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