Basta Bastos: in casa Lazio è finito un amore

Tra la tifoseria e Bastos è finita la magia: il legame chimico si è rotto, ora bisogna vedere se una delle due parti farà un passo verso l’altra per recuperare il rapporto, investendo Inzaghi anche del ruolo di terapista di coppia. Basterà?

di Riccardo Stefani

Dalle stelle alle stalle, l’Icaro angolano della difesa biancoceleste fino a qualche mese fa veniva portato in trionfo per la sua altissima media voti. Ben tre goal in campionato che, non sarà la media di Sergio Ramos, ma sono comunque più di quanti ne abbia segnati finora una punta in crisi come Destro. Fatto sta che da qualche tempo Bartolomeu Jacinto Quissaniga, per tutti Bastos, oltre a non segnare, non brilla più. Il diamante si è apparentemente scheggiato in occasione del derby. Al momento dell’infortunio di Nainggolan nella settimana precedente al derby, i post pubblicati sulle pagine biancocelesti lasciavano intendere che, anche in caso il Ninja avesse recuperato, ci avrebbe pensato proprio Bastos a tenerlo a bada. E invece no.

IL DERBY NON FA TESTO?

Nel derby scorso Bastos ha quasi fatto rimpiangere Wallace perdendosi, un pezzo per volta, dei punti in pagella. E così, tra un dribbling dell’ipnotico Perotti, un allungo di Kolarov, un inserimento di Nainggolan e una sponda di Dzeko, l’angolano non ne ha azzeccata una. Certo, la responsabilità di una sconfitta, lo sanno tutti, non è mai di un solo giocatore ma del collettivo. Eppure a fine partita, quando la squadra è andata sotto la curva Nord, Bastos ha appoggiato una mano sul petto e alzato l’altra, aperta, in segno di prostrazione verso i tifosi. Che in quel momento hanno accettato le scuse.

CALCIO…D’ANGOLA

Non c’è solo il derby però. Le ultime prestazioni, incluse quelle che hanno portato i quattro punti con Fiorentina e Sampdoria (e stendendo un velo pietoso su quelle con Torino e Atalanta), hanno palesato le ammaccature tecnico-tattiche del centrale difensivo. Nonostante non sia un colosso rispetto ai centrali moderni, già da inizio campionato si era sempre fatto rispettare nel gioco aereo facendo dell’elevazione e della forza fisica il suo punto di vantaggio. Ora invece si limita al compitino e a volte neanche quello, scalcia fuori la palla e si salva in calcio d’angolo. Sembra essersi rintanato nella crisalide in cui pareva essere stato trasportato fino a Roma. Ci vorrebbe un’iniezione di fiducia. Magari un cenno distensivo da parte della curva o magari un discorsetto motivazionale di Inzaghi.

E se anche questo non bastasse, basta Bastos. A proposito: anche Basta sembra aver litigato col rettangolo verde, superato ormai nelle gerarchie di squadra da Marusic. Negli scampoli di partita in cui si riesce ancora a vedere, sembra limitarsi a stare in piedi. Corre, suda, ma anche lui, come Bastos, non brilla più.

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