L’avvocato di Ronaldinho…giustifica il brasiliano: “È uno sciocco. Non sa di aver commesso un reato”

L’avvocato di Ronaldinho…giustifica il brasiliano: “È uno sciocco. Non sa di aver commesso un reato”

L’avvocato di Ronaldinho prova a giustificare il comportamento del genio del calcio brasiliano. Certo, non è facile spiegare cosa ci facesse Dinho in Paraguay con un passaporto falso, ma il legale tenta la carta dell’ingenuità.

di Riccardo Stefani

La notizia del fermo di Ronaldinho ha sconvolto il mondo del calcio e tutti i suoi fan. Nonostante non sia proprio nuovo a certe imprese che lo portano sulle cronache, l’essersi presentato in Paraguay con un passaporto riportante una naturalizzazione mai avvenuta è come minimo una gran bella sciocchezza. Ed è proprio questo il concetto della sua difesa, come spiegano le parole del suo avvocato.

LA DIFESA – Adolfo Marin ha parlato del suo assistito come di un ingenuo: “La giustizia non ha capito che Ronaldinho non sapeva che stava commettendo un crimine perché non capiva che gli erano stati dati documenti falsi, è uno sciocco“, queste le parole rilasciate el Folha de São Paulo dopo l’annuncio della detenzione in Paraguay. L’ingenuità, però, non commuove il giudice Clara Ruiz che come spiega As si è espresso come segue: “Stiamo affrontando un atto punibile grave perché va contro gli interessi della Repubblica del Paraguay“.

PERICOLO – La Ruiz continua e parla anche del ‘pericolo’ che si genera nel trattenere l’ex calciatore del Barcellona: “Esiste il pericolo di fuga, non ha radici nel paese, è entrato illegalmente e sta illegalmente. Ecco perché il tribunale ha ritenuto che rimanga in prigione“. In effetti, i dubbi della giustizia paraguaiana non sono poi così fuori luogo per la recidività di certi comportamenti del calciatore che così come faceva magie in campo, continua a farne fuori comparendo e scomparendo in varie nazioni in modalità poco chiare. Del resto dai suoi problemi economici che gli avevano fatto bloccare il passaporto brasiliano, qualche spostamento lo ha fatto è questo ha fatto indignare sia le autorità brasiliane che quelle del paese che quasi inconsapevolmente si trovava ad ospitarlo. Dunque, resta da vedere se la legge da quelle parti ammetta ignoranza. O, per dirla come avvocato di Dinho, l’essere sciocco.

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