Henry in vena di ricordi: “Laudrup era il più forte di tutti. Wenger un padre. Ho giocato la finale di Champions infortunato ma con il tikitaka non serviva correre…”

Henry in vena di ricordi: “Laudrup era il più forte di tutti. Wenger un padre. Ho giocato la finale di Champions infortunato ma con il tikitaka non serviva correre…”

L’ex calciatore, in isolamento in Canada, in attesa che ricominci il campionato con il Montreal, ripercorre la sua carriera

di Redazione Il Posticipo

Thierry Henry, in isolamento in Canada, in attesa che ricominci il campionato, si è riscoperto un uomo di casa. Pulisce, cucina, si allena e si prende cura di sè. L’ex attaccante simbolo dell’Arsenal degli invincibili ha regalato diversi aneddoti in una intervista concessa al portale UEFA.

ARSENAL – I primi ricordi si legano ovviamente all’Arsenal e a Wenger. “Era come una figura paterna. Quindi, come puoi immaginare, il rapporto è come se fosse tuo padre. Ci discuti, urli, litighi, ti punisce. A volte è complicato, ma è quello che succede quando ami qualcuno. Arsène mi ha fatto riflettere e ogni giorno e grazie a lui ho imparato a pormi le domande giuste.  Mi ha fatto sviluppare il mio pieno potenziale come giocatore”.

GUARDIOLA – L’esperienza al Barcellona è legata al completamento del bagaglio tecnico e al trionfo europeo. “Con Pep Guardiola ho raggiunto un’altissima conoscenza tattica del calcio. Pensavo di conoscere il calcio, ma a Barcellona mi hanno resettato e ricostruito. Ho vinto a Champions League il 27 maggio il giorno del compleanno di mia figlia. Non ci ero mai riuscito prima mi sono sentito realizzato”. E non poteva scendere in campo: “Nonostante fossi infortunato ho giocato comunque. Non potevo scattare. Esattamente come Iniesta. Con quel sistema di gioco però non serviva correre. Quel Barça era incredibile. Se eravamo in giornata potevamo vincere 6-0, e comunque avevamo sempre il possesso palla”.

ANEDDOTI – Spazio anche per gli aneddoti: “Dopo la Champions ho continuato a giocare solo perché la Coppa del Mondo. Ma se fosse stata programmata più tardi avrei scelto prima la MLS”. Il miglior giocatore con cui ha giocato non è… Messi. “È semplice: Michael Laudrup. Non ho mai conosciuto nessuno capace di fornirti un passaggio migliore di quanto facesse lui. Bastava fare il movimento e la palla arrivava. Andrés Iniesta è la sua evoluzione, ma l’originale è Laudrup”.

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