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L’assurda carriera di Gai Assulin: da nuovo Messi al Barça…alla Serie D con l’UniPomezia

(Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

L'israeliano Gai Assulin era considerato nelle giovanili del Barça come il "nuovo Messi". E Pep Guardiola lo aveva fatto esordire con la prima squadra l'anno successivo al Triplete. Ora è in Italia in Serie D, con la maglia dell'UniPomezia

Redazione Il Posticipo

Le aspettative che si pongono su un calciatore, soprattutto se molto giovane, possono influire parecchio sul suo sviluppo. Per informazioni chiedere a Bojan Krkic, miglior marcatore di tutti i tempi della cantera del Barcellona, che però quando ha dovuto confrontarsi con il calcio ai massimi livelli non ce l'ha fatta dal punto di vista psicologico e si è dovuto accontentare di una carriera "normale". L'ex Roma e Milan, però, può consolarsi perchè c'è un...compagno di sventura a cui è andata decisamente peggio. L'israeliano Gai Assulin era considerato nelle giovanili del Barça come il "nuovo Messi". E Pep Guardiola, non uno qualsiasi, lo aveva fatto esordire con la prima squadra l'anno successivo al Triplete.

GIRO DEL MONDO - Ora Assulin a poco più di trent'anni gioca in Italia. Il classe 1991 è infatti un nuovo calciatore dell'UniPomezia, squadra iscritta al girone E della Serie D. Il tutto alla fine di una traiettoria che dopo il Barcellona, lasciato per l'incapacità di gestire la pressione, lo ha portato in realtà sempre meno importanti. Prima il Manchester City, con cui però non ha mai debuttato, poi il Brighton e via via verso esperienze in Segunda Division spagnola, ma anche in Kazakhstan e in Romania. E proprio dal Politehnica Iași, nel febbraio 2021 Assulin ha deciso di tentare l'occasione tricolore, al Crema, per cercare di dare nuova vitalità a una carriera che sembrava promettere ben altro. Risultato però mancato, visto che il club lombardo non gli ha rinnovato la fiducia per la stagione in corso. Nessun problema, perchè invece la squadra laziale ha deciso di scommettere su di lui.

PARAGONE - Occhio alle aspettative, però, perchè il termine di paragone è sempre stato troppo pesante per non creare problemi, come ha spiegato lui stesso qualche tempo fa al Guardian... "A tutti nel calcio piace fare paragoni e per me è sempre stato un grande complimento, ma Messi è il migliore di sempre. A volte non è stato il massimo, anche perchè ci si aspettava che arrivassi in campo e facessi quello che fa Leo. In tutti i club mi paragonavano a lui, pensavano sempre che sarei stato il loro Messi e che avrei segnato 50 gol all'anno. Quindi in quel caso il paragone non è stato troppo utile. Ma anche ora ci vedo un lato positivo e lo prendo come un complimento, perchè non è qualcosa che si dice di molti calciatori. E visto che Messi è il migliore, non può essere così male che mi dicano che gli somiglio". E chissà se ora potrà avere la possibilità di dimostrare che forse non sarà Messi, ma certamente... è Assulin.