Lascia van der Vaart, l’eterno incompiuto: “Volevo diventare un grande vecchio, ma…”

Poteva diventare un campione in grado di segnare un’epoca, ma l’olandese non ha mai espresso a pieno l’enorme potenziale che tutti gli riconoscevano. E ora per colpa di un infortunio è arrivato il momento di dire basta.

di Redazione Il Posticipo

Doveva diventare un campione in grado di segnare un epoca, come alcuni suoi connazionali usciti anche loro dall’inesauribile vivaio dell’Ajax.  Ci è almeno andato vicino Rafael van der Vaart? Difficile a dirsi. Dovendo giudicare la sua carriera dalle maglie che ha indossato non si può certo dire che al talento classe 1983 siano mancate le possibilità di brillare. Real Madrid, ma non solo, anche Tottenham e Amburgo. Ma nella storia del calcio negli ultimi decenni il suo nome sarà certamente inserito nella lista dei calciatori dal potenziale enorme, ma che non hanno ottenuto quanto promettevano. E ora, come riporta AS, è l’ora dell’addio.

INFORTUNIO – Colpa di un infortunio dal quale il calciatore olandese non riesce proprio a riprendersi. Problemi alla gamba sinistra, come conferma al De Telegraaf, che lo costringono a salutare sia l’Esbjerg, il club danese che gli ha dato fiducia, che lo stesso pallone. “Sono venuto qui per giocare, non per fare riabilitazione. Devo smettere, voglio essere felice. Mi sarebbe piaciuto diventare un grande vecchio del calcio, ma non mi sarà possibile”. Ma nonostante l’etichetta di incompiuto, van der Vaart ci tiene a precisare che la sua carriera è stata importante. “Ho giocato e vinto con i club e con la nazionale. Ho potuto affrontare tanto grandi campioni e scendere in campo negli stadi più belli. Non avrei mai sognato tanto”.

SALUTI – Ma ora il sogno è finito, la gamba non permette di andare avanti. E arriva l’ora dei saluti, alle squadre e ai tifosi che hanno accompagnato la carriera dell’olandese, a volte tra gli applausi, altre…con qualche pizzico di delusione. “Non posso fare altro che ringraziare il calcio per tutti gli anni che mi ha concesso, ma anche e sopratttuto tutti i calciatori, lo staff e i tifosi delle squadre in cui ho giocato. Dall’Amsterdam Arena, al Volksparkstadion, a White Hart Lane e fino al Santiago Bernabeu. Ho solo un grandissimo rispetto. E sono stati momenti bellissimi”. Finiti, purtroppo, per una gamba malandrina.

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