Kevin Lasagna, da ciliegina sulla torta a primo, di nome e di fatto

Dopo essersi affermato come super riserva nel Carpi, Kevin Lasagna ha assaggiato la serie A da titolare. E non ha più intenzione di fermarsi.

di Redazione Il Posticipo

Due anni fa, invece di far fede al suo cognome, Kevin Lasagna sembrava il dessert della rosa del Carpi. L’attaccante veniva spesso schierato a partita in corso, riuscendo spesso e volentieri risultare anche decisivo. Memorabile a tal proposito la sua rete a San Siro contro l’Inter. Dal suo arrivo all’Udinese, che lo ha acquistato e poi lasciato in Emilia a fare un anno da titolare indiscusso in Serie B, Lasagna però ha cominciato a essere effettivamente il primo. Il primo marcatore della squadra friulana, con la sesta rete realizzata contro il Verona. Ma anche il primo a cui viene assegnata la maglia, se è vero che prima Del Neri e poi Oddo l’hanno quasi sempre schierato dal primo minuto.

Lasagna, quattro reti in quarto partite

E Lasagna non ha mai deluso, dimostrandosi puntualmente uno dei migliori della squadra friulana. Punta centrale di un attacco a due atipico assieme all’argentino De Paul oppure spalla di Maxi Lopez, poco cambia, perchè il venticinquenne ha segnato a grappoli. Prima due reti ravvicinate, contro Milan e Torino, ma entrambe inutili. Ma da quattro match a questa parte, lo sgusciante attaccante mantovano ha ingranato la marcia e sembra non voler più smettere. Le quattro perle consecutive sono arrivate in concomitanza con l’ingaggio da parte dell’Udinese di Oddo, che pare aver trovato la formula magica sia per la squadra (quattro successi in altrettanti match) che per l’attacco, che con lui in panchina viaggia alla ragguardevole media di tre reti a partita.

Segna e fa segnare

Sei delle quali realizzate appunto da Lasagna, a cui vanno aggiunte le due in tre partite di Coppa Italia. Un ottimo bottino per un attaccante forse non dal fisico imponente, ma con un senso del gol molto ben sviluppato ed un’intelligenza tattica che farebbe innamorare qualsiasi allenatore. Contro Crotone e Verona sono arrivati anche due assist, cartina tornasole del lavoro oscuro dell’attaccante, fondamentale anche nell’ottimo momento delle mezzali friulane. Jankto, ma soprattutto Barak sembrano particolarmente felici di sfruttare gli spazi che Lasagna riesce a creare con la sua capacità di proteggere la palla e di far salire la squadra.

Dalle serie minori al sogno della Serie A

La sua storia, poi, è di quelle da incorniciare e far leggere a chiunque voglia diventare un calciatore professionista. Una storia fatta di speranze e di sogni infranti, ma anche e soprattutto con un lieto fine. Dalle serie minori ai tornei serali, poi arriva la Lega Pro, scoperto da Giuntoli all’epoca al Carpi. A quel punto gli emiliani si fanno un giro nel calcio dei grandi e più di qualcuno si accorge di Lasagna. Diventa il super-sub della squadra guidata da Castori e si consacra alla Scala del Calcio, con una rete all’ultimo minuto che gela San Siro. Molte presenze, ma quasi mai dal primo minuto. Il Carpi torna in B e l’Udinese, che nel frattempo si è mossa con l’anticipo necessario, lo lascia lì. E con il lavoro, come ha sempre fatto, il dessert, il dolce a fine pasto, diventa il primo. Neanche a dirlo, ora uno dei più richiesti.

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