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L’Appunto

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di Stefano Impallomeni. È molto presto, ma la sensazione è che con l'addio di CR7 la Juventus dovrà resettare se stessa se vorrà lottare per lo scudetto.

Stefano Impallomeni

Quando abdica un re c'è sempre qualcosa che turba e disorienta, a prescindere da come la si pensi. CR7 evade dal mondo bianconero e la Juventus accusa il colpo perdendo, oltre la partita, il suo singolare prestigiatore. Lui, l' inimitabile risolutore di attimi confusi e disordinati in un gioco mai migliorato e ancora faticosamente ricercato.

Si dirà: c'è tempo per rimettersi in carreggiata, ma bisogna sbrigarsi perché l'affanno e l'impaccio contro l'Empoli sono da allarme rosso. Mancuso, al primo centro in serie A, firma una vittoria storica, perché mai all'Empoli era riuscita un'impresa simile.

Avvio bianconero di campionato terrificante, diremmo inimmaginabile. In una serata tornano di colpo tutti quanti uniti: il fantasma di Pirlo, quello di CR7 e i fischi tonanti dello Stadium. Le scelte iniziali certificano il presagio, oltre che il clamoroso disagio. McKennie sulla trequarti e Danilo in mezzo al campo impercettibili. In attacco nessun coniglio tirato fuori dal cilindro, nonostante qualche tentativo più disperato che confuso. CR7 evade e con lui evadono i suoi numeri impressionanti che avevano regalato almeno un quarto posto. Ora, però, calma e nessun processo, anche se diventa obbligatorio ricordarsi l'ultimo vissuto e non quello passato degli anni scudettati in serie, quando c'erano altri giocatori, altri tipi di scelte, altra atmosfera, un'altra concorrenza, molto più attardata di quella attuale. La vita va avanti e le cose, soprattutto i campioni e i campionati, cambiano.

È molto presto per fare valutazioni credibili, ma la sensazione è che l'addio di CR7 abbia messo a nudo una doverosa e impegnativa ripartenza. Non tutti i mali vengono per nuocere ed è meglio rendersi conto fin da subito che la strada verso il successo sarà corretta, a patto di sudarsi ogni partita, ogni vittoria, sapendo di non essere più forti e invulnerabili come prima. Soltanto così, la Juventus potrà rimediare alla falsa partenza. E, vista la bagarre affamata lassù, sarà importante non immaginare rimonte o recuperi che la storia ci ha già raccontato. Il distacco con gli avversari si è assottigliato. La Juventus dovrà resettare se stessa se vorrà lottare per lo scudetto. E capire il prima possibile come, con chi giocare, senza avventurarsi in esperimenti. Poi per carità esistono le eccezioni, ma non è aria in questo momento. Per ora l'eccezione di questo avvio è il solo punto conquistato contro Udinese ed Empoli.