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L’Appunto

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Di Stefano Impallomeni. Non ci sono mezze misure anche per Juventus e Napoli, che superano agevolmente Sassuolo e Verona, con due successi che servivano soprattutto ad Allegri e Spalletti per capire lo stato psicologico delle due squadre...

Stefano Impallomeni

Dopo la prima giornata soltanto vincitori e vinti. Nessun pareggio ed è un evento. Non ci sono mezze misure anche per Juventus e Napoli, che superano agevolmente Sassuolo e Verona. Un tris e una cinquina, con due successi che servivano soprattutto ad Allegri e Spalletti per capire lo stato psicologico delle due squadre in attesa della definizione di un mercato ancora da completare.

Il Fideo leader indiscutibile

Allo Stadium non è una partita facile. Primi 25' in affanno per i bianconeri. Perin, Perin, ancora Perin a salvare la porta, poi gli strappi individuali, i colpi magistrali e il mestiere dei singoli per uscire dal tunnel nebuloso della passata stagione. È una Juventus non del tutto armonica, ma decisamente differente nella personalità. Bremer in difesa è un anticipo costante e davanti nel giorno dell'Assunzione, ecco Di Maria che piazza il primo schiaffo di classe a una squadra fin lì incerta e timorosa. Il gol dell'argentino sveglia antichi entusiasmi allo Stadium, che pian piano si scalda. Torna una logica da club ambizioso, con un calcio verticale, simmetrico e con un "Fideo" al dente in più, leader indiscutibile che serviva come il pane. Si gioca abbastanza veloce. C'è sintesi, in attesa di un palleggio migliore. In questo contesto si esalta Vlahovic, trascinatore e non solo bomber nato, che realizza una doppietta.

Servono più scelte in mediana e in avanti

Era importante vincere, ma era altrettanto importante conoscere lo spirito di questa nuova Juventus, a cui mancano ancora metri da coprire ai lati del campo in mezzo, gli inserimenti dei centrocampisti (più gol) e un gioco maggiormente dominante. Non siamo alla svolta. Il processo di produzione verso una qualità piena e continua sarà lungo, sebbene si vedano alcune luci che fanno ben sperare. La chiave del salto in avanti verso qualcosa di significativo potrebbe essere quella di aumentare l'opzione delle scelte in mezzo e davanti, non tanto nel reparto arretrato. Con gli arrivi di Paredes e Depay e il pieno recupero di Chiesa probabilmente sarà un'altra storia. Da ultimo, la solita nota stonata che riguarda gli infortuni, che rappresentano il vero avversario da battere. Sono troppi e per certi versi inspiegabili. Di Maria, uscito per un fastidio all'adduttore, preoccupa. Urgono soluzioni, o meglio prevenzioni per evitare il gioco dell'oca.

Kvaratskhelia e Kim brillano

A Verona è un Napoli ingordo di gol e azioni create. Uno sfinimento per il Verona in qualsiasi momento della partita, nonostante vantaggi ed equilibri temporanei conseguiti dalla squadra di Cioffi. Kvaratskhelia ci mette poco a farsi notare. Il georgiano ha faccia tosta e voglia di sfondare. Il suo calcio è diverso da quello di Insigne, ma si intravede la stessa poesia, tecnica, velocità e personalità. Il gol di testa e la giocata per il 2-3 di Zielinski sono perle d'autore. Kim in difesa non fa rimpiangere Koulibaly. Il coreano è un armadio attento e dinamico che sa proiettarsi in avanti con velocità e tecnica. Lobotka è una trottola impressionante che distribuisce palloni utili con corsa continua infarcita da strappi da trequartista.

Il vero acquisto è Spalletti

È, insomma, un Napoli divertente e resistente, che ha fretta di riconquistare la fiducia di tutti. Un Napoli per nulla indebolito, almeno a guardare i meccanismi di un gioco collaudato. Con Ndombelè e Raspadori si può pensare di fare una stagione d'alta quota, anche se resta Luciano Spalletti il vero acquisto di De Laurentiis. È lui la guida da seguire e da ascoltare. E forse, a Napoli, al netto del sogno svanito lo scorso anno, lo stanno capendo. Discuterlo non ha alcun senso e soltanto appoggiando il suo lavoro si potrà immaginare di ripetersi senza guardare al passato.