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L’Appunto

PALERMO, ITALY - MARCH 24: Roberto Mancini, Head Coach of Italy looks on during the 2022 FIFA World Cup Qualifier knockout round play-off match between Italy and North Macedonia at Stadio Renzo Barbera on March 24, 2022 in Palermo, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Mancini ci ha provato, sforzandosi di battere una mediocrità che è collettiva, di base e più complessa. Il fallimento parte da lontano.

Stefano Impallomeni

Polvere di stelle o solo stellette? Un altro fallimento, forse annunciato, perché a crederci era rimasto soltanto Mancini e perché nel vedere la partita di Palermo non si avvertiva il furore, la voglia, il mestiere che serviva nel cercare di centrare l'obiettivo.

Dalla sfida con la Macedonia del Nord, nazionale che occupa la casella 67 del ranking Fifa, esce impietosa la fotografia della schizofrenia totale del nostro movimento, nonostante il trionfo di Wembley a Euro 2020. Capaci di essere leoni otto mesi fa, di fare la partita (poco lucida) oggi e poi scoprire l'altra faccia della medaglia, ossia l'incapacità di ritrovarsi, senza più convinzione, pensando male, temendo la disfatta contro una squadra che solo qualche tempo fa gli azzurri avrebbero polverizzato.

La Nazionale si piega alla storia, a una brutta storia dopo averci fatto esultare. È uno stop che può demolire, ma occorre valutare che siamo questi, nel bene e nel male. Da settembre scorso a stasera gli azzurri non hanno avuto più la forza di insieme, fondamentale nella costruzione del successo europeo e decisiva al contrario nel logoramento di giocatori irriconoscibili, normali, completamente svuotati.

L'immagine del nostro calcio è scalfita. Fuori dal mondiale per due edizioni consecutive, roba da guinness dei primati, per noi che di mondiali ne abbiamo vinti 4. L'ultimo a Berlino nel 2006, circa 16 anni fa. Poi due eliminazioni clamorose al primo turno nel 2010 e nel 2014. Oggi, di nuovo ai margini. Ora, si leveranno chiassosi i vari processi, le responsabilità, le domande su chi doveva fare cosa, perché, dove e quando. Lo shock è forte, ma l'eliminazione per certi versi è meritata e chissà se servirà per avere tutti un equilibrio nel capire e raccontare i fatti. Ai play off non c'entravamo nulla. Questa qualificazione dovevamo chiuderla prima.

Mancini ci ha regalato il Paradiso e l'Inferno. Con i limiti innalzati e poi tornati indietro come un boomerang. Almeno questi limiti, questo Ct ha cercato di combatterli. Mancini ci ha provato, sforzandosi di battere una mediocrità che è collettiva, di base e più complessa. Questa è una storia che dura da quasi 20 anni. È il tempo di capire bene chi siamo e cosa saremo, perché se non vai al mondiale esiste sempre un motivo più profondo. Il fallimento parte da lontano.