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L’Appunto

TURIN, ITALY - MAY 25:  Juventus FC coach Massimiliano Allegri speaks to the media during a press conference at JTC on May 25, 2019 in Turin, Italy.  (Photo by Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. A tredici giornate dal termine del campionato Milan, Inter e Napoli da una parte e Juve, Atalanta, Lazio, Roma e Fiorentina dall'altra. Distanze minime e chi ne avrà di più ce la farà.

Stefano Impallomeni

Il gol di Danilo, quasi ai titoli di coda, certifica una lotta aperta per il quarto posto in Champions e forse decreta al tempo stesso la fine dei sogni scudetto bianconeri, almeno per chi sosteneva vi fossero ancora. A Bergamo la Juventus conserva il quarto posto, con una partita in più di un'Atalanta indietro di due punti in classifica e una gara da recuperare contro il Torino. Per Allegri, che si consegna (“lo scudetto lo vincerà l'Inter"), più speranza che ottimismo, perché adesso c'è una logica d'insieme che prima non c'era. Buona partita. Non ancora molto, ma abbastanza per giocarsela fino alla fine con questa Atalanta, molto bene anche senza Zapata e Muriel, e il resto del gruppo che segue. Eh già. Perché finché l'aritmetica lo consentirà è lecito crederci, oltre i limiti e i grovigli tecnici tattici degli inseguitori. È un campionato sempre più fratturato nei valori non ancora del tutto definiti. La sensazione dell'analisi appare però più netta. A tredici giornate dal termine del campionato Milan, Inter e Napoli da una parte e Juve, Atalanta, Lazio, Roma e Fiorentina dall'altra. Distanze minime e chi ne avrà di più ce la farà. C'è una nuova capolista, seppur temporanea visto che l'Inter dovrà recuperare il match contro il Bologna. È il Milan che vince con lo schema Berlusconi. Maignan per Leao e gol partita. Tra i rossoneri oltre gli strappi del portoghese, si conferma la crescita di Tonali, centrocampista straordinario capace di coprire più ruoli in mezzo al campo. Tonali ricorda per presenza e caratteristiche un po' Ancelotti e un po' Albertini. Può essere l'uomo in più per Mancini in chiave spareggi mondiale. Un pensiero e una lode per Malinovskyi autore di una rete stupenda. Chissà cosa avrà pensato in quel momento, lui ucraino, diviso da sentimenti forti, con un senso di smarrimento e dolore in un momento così delicato per il suo Paese e per il mondo intero. Mai visto giocare con questa determinazione. Il suo sinistro è tecnico, esplosivo, bello di rabbia. Chiosa dedicata alla Roma. A Reggio Emilia contro il Sassuolo, Cristante, che fa come Danilo, non interrompe l’imbattibilità che dura in campionato da quattro partite. La situazione è grave ma non seria. La Roma è a sei punti (sette considerando gli scontri diretti con la Juventus) dalla Champions, giocando male e con tutti i problemi che si sanno. Con il Verona di Tudor, l'occasione di non perdere il treno dei desideri, che oggettivamente saranno difficili da raggiungere. È il momento dei fatti con Mourinho che si dovrà necessariamente dedicare al rilancio in campo. Chi meglio di lui conosce come si fa: il portoghese ha messo d'accordo quasi un'intera tifoseria, non una classifica che attualmente non è direttamente proporzionale al valore della squadra. Come si dice spesso, la verità sta sempre nel mezzo. Come la virtù che si esalta soltanto nei risultati e si fa storia.