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L’Appunto

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di Stefano Impallomeni. A San Siro poche luci da scudetto. Vince l'Inter davanti alla tv.

Stefano Impallomeni

A San Siro poche luci da scudetto e partita gelida di emozioni per i 5000 presenti a causa delle norme Covid. Confronto arido e brutto come il manto erboso del Meazza, davvero impresentabile e da rifare immediatamente. In attesa dell'arrivo dei giardinieri, lo spettacolo complessivo offerto è deludente. Il livello tecnico è da minimi storici, forse per una stanchezza mentale che copre le iniziative che restano appunto presunte. Ibra getta la spugna dopo appena 27 minuti per infortunio e il resto è una manciata di spunti non veramente convinti. Si galleggia tra duelli fisici e folate isolate. Il confronto tra Milan e Juventus è un testa a testa del quasi nulla, in cui ci si aspetta il lampo che non arriva per spezzare un equilibrio ordinario. Vince l'Inter davanti alla tv che, sebbene non sia nella fase più brillante, è forse avanti e distante dalle sue avversarie più di quanto dica la classifica.

È una botta di vita nerazzurra, che può gestire il suo ragguardevole vantaggio ma il campionato dello scudetto non è finito, al pari delle altre corse per l'Europa, dove la Roma sa uscire dal traffico di una classifica ancora non ambiziosa e quantomeno migliorata. La Fiorentina, con una partita da recuperare, pareggia a Cagliari e i giallorossi sbancano Empoli con un primo tempo da Champions. Quattro gol e dominio assoluto con organizzazione, tecnica, pressing, strategia, tattica, mentalità e determinazione. Tammy Abraham, a quota 10 reti in campionato, è sempre più dentro questa storia che gli piace tanto e si vede. Una storia che ogni volta mette sempre in primo piano Mourinho, che sa benissimo quanto sia fondamentale giocare bene per vincere con regolarità. La regolarità delle buone prestazioni fa le classifiche importanti. L'inglese è il trascinatore di un gioco finalmente all'altezza della situazione, anche se il secondo tempo lascia la solita instabilità sul piano della concentrazione. Se la Roma trova continuità nelle prestazioni, si libera dei suoi demoni psicologici e vive perlopiù di vittorie nessun obiettivo è precluso. Con i filotti di successi si cambiano i destini.

E i campionati si migliorano con idee e guide serie. Il calcio è meraviglioso, sorprendente e a volte crudele. Chiedere a Juric, che ancora non si capacita di quel che gli è accaduto. Il Torino domina, prende tre legni tra pali e traverse, avrebbe meritato di vincere, ma alla fine è beffato dal Sassuolo. Note liguri. Lo Spezia nelle ultime 5 partite ha vinto con Napoli, Milan e Genoa fuori casa e battuto la Samp di Giampaolo con Motta praticamente esonerato prima di Natale. Una clausola contrattuale gli salva la panchina e gli regala una striscia da sogno. Da segnalare al Genoa l'esordio convincente di Alexander Blessin, allenatore tedesco scuola Rangnick. Il Grifone, aggressivo e coraggioso, appare trasformato: da seguire con attenzione.

In questo momento particolare in cui siamo tutti in difesa per combattere il Covid, tra mille difficoltà, c'è una storia che ci prende in contropiede. Una storia delicata, che va oltre e va sottolineata. È il momento particolare di Josip Ilicic che sta lottando contro la depressione, un male oscuro subdolo e silenzioso. Siamo portati con molta facilità a considerare i giocatori come supereroi e uomini di ferro, invulnerabili da vuoti emotivi e pieni di sicurezze. Non è così. Ilicic, uomo di grande talento e sensibilità, ce la farà anche questa volta. Arrivederci a presto, quindi. Con tutta la pazienza che ci vorrà. Un bel tunnel dei suoi, dribbling secco e di nuovo in campo a regalarci magie.