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L’Appunto

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. La contraddizione dei valori in questo campionato è all'ordine del giorno. È un'altra corsa rispetto alla scorsa stagione.

Stefano Impallomeni

Il campo racconta sempre la verità. E allora succede che contro una delle squadre più in difficoltà del campionato, il Genoa, l'Atalanta scopra le conseguenze della sconfitta con la Roma. Dea svuotata, poco reattiva e mentalmente molto giù. Sheva colleziona un altro punticino, il secondo della sua gestione, il primo a Marassi, ma è come se fosse stato un trionfo. Sheva ringrazia Mou che sabato scorso aveva annientato un suo diretto avversario spedendolo ora a pochi metri di distanza dal suo tentativo di rimonta. L'Atalanta è ferma sulle gambe e sulla testa a sabato e si vede subito. Zapata molla per infortunio, Muriel e Ilicic apatici, la somma è appunto molto neutra. Il colpo del portoghese, insomma, si fa sentire e lascia porte aperte lassù in cui anche il Milan non si deve ritenere tranquillo. Europa larga dove ognuno deve crederci, perché (chi lo sa mai) i ritardi di oggi potranno essere i vantaggi di domani. Ogni domenica un’avversaria e una partita non assomigliano mai a un'altra. E Gasp dovrebbe saperlo, ma soprattutto dovrebbe accettare con più serenità e freddezza lo stato di fatto, il momento, anziché prendersela con altro, Var e potenziali risultati che adesso sono altri. Questa Dea, vista a Genova, faticherebbe a centrare l'Europa. La classifica dà e toglie nell'arco di crisi e di periodi positivi di forma. Occorre ricordarselo, perché è un attimo salire o scendere. La continuità e la personalità, il reggere i confronti e le pressioni faranno le differenze vere, naturalmente con i giocatori migliori disponibili e con la miglior sorte possibile. Gasp è in linea con sé stesso, facendo meglio dello scorso girone di andata, ma paradossalmente potrebbe non bastare. È un'altra corsa rispetto alla scorsa stagione. Con Mou, Italiano e Allegri, che si godrà un Natale sereno, dietro a spingere. L'allenatore della Juventus è lì in officina da tempo per capire come aumentare i cavalli del motore bianconero. È una Juventus ancora scolastica, vuota in attacco, ma combatte, è viva e se la gioca con tutti. La Juventus può vincere e può perdere contro chiunque e per ora in tutte le difficoltà sta vincendo spesso, quasi sempre, e sta lì. Se a gennaio sistema qualcosa, migliora autostima e prende un bomber, chissà cosa potrà accadere. Al momento è un navigare a vista e al girone d'andata è a 4 punti dalla Champions. Non quello che ci si aspettava ma neanche male, considerata la partenza choc e i punti persi per strada con le piccole. Un buon recupero di punti in una fatica immane in attesa di molto altro, perché soffrire così anche con il Cagliari non fa immaginare scenari promettenti. Lo abbiamo detto e scritto a ripetizione: ne vedremo ancora tanti di risultati poco scontati e attenzione ad abbassare la guardia. La contraddizione dei valori in questo campionato è all'ordine del giorno. Sembra tutto facile e tutto difficile e non sai mai quando veramente lo sia. Non ditelo a Gasp che ha buttato al vento una striscia di risultati utili consecutivi, ben 10, ed è ancora lì: però più verso il basso che verso l'alto. Lo scudetto è una vetta impegnativa in cui equilibrio, testa e continuità non sono per tutti. Prestissimo, le altre risposte e vedremo se Roma e Fiorentina saranno pronte per un girone di ritorno molto interessante.