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L’Appunto

FLORENCE, ITALY - NOVEMBER 20: All players of ACF Fiorentina celebrates the victory after during the Serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Stadio Artemio Franchi on November 20, 2021 in Florence, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Italiano strattona il campionato e valorizza le proprie ambizioni. Complimenti, dunque, alla Viola, un bel fenomeno da raccontare.

Stefano Impallomeni

Ripetersi contro Pioli come nella scorsa stagione e rifare capolino a ridosso della zona Champions. Italiano strattona il campionato e valorizza le proprie ambizioni, non conoscendo mezze misure e andando avanti tra vittorie e sconfitte. La Viola stavolta esagera e deborda, nonostante abbia mezza difesa titolare fuori uso. È l'impresa, non un'impresa generica, per immaginare altro. È un 4-3 da applausi, perché in campo si stendono talento e coraggio, senza sottovalutare una sfrontatezza sana e utile che premia la differenza desiderata. In poche parole, si sfrutta al massimo il lecito consentito da un Milan che fa la sua partita, ma non sfonda, se non inutilmente con Ibra non sufficiente a salvare la baracca. La prima sconfitta in campionato è figlia di scelte fatali e della difficoltà di arginare gli attacchi ribelli, gli strappi potenti, quasi selvaggi agonisticamente, da parte della squadra di Italiano. Sul podio, con Italiano, ci va anche Vlahovic, davvero sensazionale. Un attaccante straordinario, da combattimento, che dimostra professionalità esemplare oltre un rinnovo di contratto che mai avverrà. Due reti, due mattonate pure di classe, quando servivano, realizzate da campione. La papera di Tatarusanu è l'origine di tutto, perché altera gli equilibri, che poi svaniscono nell'entusiasmo generale con Theo Hernandez che chiude il sipario ingenuamente con un altro errore. Dallo scorso febbraio a oggi, in nove mesi, da La Spezia a Firenze, Pioli scopre il suo tallone d'Achille, un vero incubo. In una parola: il suo vero limite, perché questo Italiano non lo conosce a fondo e forse lo dovrebbe imparare meglio. Complimenti, dunque, alla Viola che è un bel fenomeno da raccontare, perché non ama pareggi grigi, che, seppur apparentemente tristi, aiuterebbero meglio a definire un campionato di livello, che in questo momento si sta meritando. Italiano si gode il colpo, incarnando il sentimento chiassoso e affettuoso dei suoi tifosi. C'è entusiasmo a Firenze e il merito è suo. È un calcio che ai fiorentini piace e che ricorda nello spirito vecchie sfide intestine di uno sport antico e tradizionale molto amato in città. Al posto delle cacce, questa volta ci sono i gol di Dusan Vlahovic, ma fa lo stesso perché in comune tra il calcio fiorentino e quello di Italiano c'è la stessa voglia di non perdersi neanche un minuto per uno spettacolo del genere, per una squadra che sprizza gioia di vivere e di combattere. Piace questo show di saliscendi emotivi, scomposti, quasi folli e terribilmente sanguigni. Ecco perché, al momento, si vince o si perde, a Firenze. Senza misure. E non a caso, ma per una causa contro la mediocrità. Poi il resto della storia lo conosceremo più in là.