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L’Appunto

VERONA, ITALY - OCTOBER 24: Giovanni Simeone of Hellas Verona    
 celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between Hellas and SS Lazio at Stadio Marcantonio Bentegodi on October 24, 2021 in Verona, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni Il Verona del Cholito (8 gol) trasmette gioia di vivere. Tudor, con 15 punti, sarebbe terzo in classifica. Ha fatto soffrire il Milan a San Siro, regolando in casa Roma, Lazio e Juve.

Stefano Impallomeni

Sulla Juventus abbiamo già dato e c'è da aggiungere poco altro. Dopo il Sassuolo, vince anche il Verona e non è più una grande notizia nel campionato anonimo dei bianconeri che incassano la seconda sconfitta consecutiva, segnando finora come Bologna e Genoa che devono ancora giocare. Allo stato dell'arte, in attacco, il bilancio recita: 15 reti all'attivo da parte della squadra di Allegri, sette in più del solo Cholito Simeone che, dopo il poker alla Lazio, cala la doppietta ferale del "Bentegodi".

L'attaccante di Tudor è la nota lieta di questo scorcio di campionato, che è il risultato di un nuovo equilibrio raggiunto come ci racconta il ragazzo a fine partita. Il Verona, dopo l'Inter e in attesa che si completi il turno, è il miglior attacco del campionato con 24 reti realizzate, senza dimenticare i 15 punti conquistati da Tudor che, subentrato alla quarta giornata, sarebbe terzo in classifica.

Il Verona trasmette gioia di vivere, gioca un calcio da Premier League, molto offensivo e tecnico, meritando le giuste attenzioni. Ha fatto soffrire il Milan a San Siro, regolando in casa Roma, Lazio e Juve e cedendo all'Inter quando in panchina c'era ancora Di Francesco. La difesa è ancora un po' allegra, con le altre non è sempre domenica e in futuro vedremo, perché non si può avere tutto dalla vita. E se Tudor si coccola super Simeone, Sarri non fa lo stesso con Immobile, risparmiandolo in un finale di partita che forse andava gestito diversamente. Immobile non ha alternativa, è sempre lui il capocannoniere del campionato con 9 reti e il simbolo di una Lazio che butta via un'occasione d'oro contro una Atalanta stanca. Nel pareggio amaro di Bergamo suscita qualche perplessità la sua sostituzione con Muriqi al 39’ del secondo tempo. Senza di lui sparisce un punto di riferimento, lo sfogo del gioco, un gancio cui aggrapparsi per uscire dalle pressioni di quel periodo preciso di tempo. La squadra di Sarri perde terreno e metri, arretra nella sua area di rigore, si svuota un pochino in uscita e il pareggio di De Roon, quasi allo scadere del recupero, non è casuale.