Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

il post

L’Appunto

L’Appunto - immagine 1
Di Stefano Impallomeni. Hanno lo stesso accento sulla e chissà se l'identico destino. Mbappé e Pelé, a patto che la Francia bissi il successo di quattro anni fa in Russia.

Stefano Impallomeni

Hanno lo stesso accento sulla e chissà se l'identico destino. Mbappé e Pelé, a distanza di anni, due fenomeni per certi versi replicabili a patto che la Francia bissi il successo di quattro anni fa in Russia. Non sappiamo se sarà così, ma possiamo accennare al fatto che, facendo le debite proporzioni, Mbappé stia alla Francia come Pelé stava al Brasile. Due furie tecniche, atletiche e armoniche incastonate in un sistema di gioco forte dalle grandi individualità. Due fenomeni con altri fenomeni (infatti il Brasile del 1962 vinse anche con Amarildo che in corsa sostituì la Perla nera, infortunatosi) perché da solo il talento e la classe non bastano. Eppure oggi la Francia ha il suo asso che spariglia e prende tutto. Anche in una partita non brillante, anche quando la Danimarca sembrava poter impensierire i campioni del mondo in carica. Quella carica che serviva da parte di Mbappé che si inventa il primo gol insieme a Theo Hernandez (stile Milan con Leao) e il secondo con un colpo di coscia ravvicinato su assist di Griezmann. È la doppietta che decreta la qualificazione agli ottavi e la conferma di un calciatore indispensabile, unico, totale che fa la differenza vera. Mbappé ha la coscienza dei fuoriclasse. Il 20 dicembre compirà 24 anni e sa misurare il suo valore in campo, leggendo le partite che gioca con maturità impressionante. La stella del Psg spinge quando deve, rallenta quando può e riposa quando vuole. E lo fa sempre tra pause e accelerazioni giuste. Il mondo, se continua così, è ancora ai suoi piedi.