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L’Appunto

TURIN, ITALY - SEPTEMBER 29: Federico Chiesa of Juventus celebrates after scoring his team's first goal during the UEFA Champions League group H match between Juventus and Chelsea FC at Allianz Stadium on September 29, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. La Juventus mette la Chiesa al centro del villaggio nella sfida più difficile contro il Chelsea campione d'Europa.

Stefano Impallomeni

La Chiesa al centro del villaggio nella sfida più difficile contro il Chelsea campione d'Europa. La vittoria è vitale e ripristina entusiasmo con la Juventus che ritrova alcune sicurezze, non subisce reti e ottimizza alla vecchia maniera il risultato.

Nonostante le assenze importanti di Dybala e Morata, i bianconeri lanciano un messaggio che va oltre la sopravvivenza fastidiosa del campionato. In Champions è un'altra storia, in attesa che possa essere ripetibile prossimamente. È un pieno di punti, di reti (4) e di clean sheet non casuali. Allegri dimostra di avere il controllo della squadra in un momento in cui tutto lasciava presagire il contrario. Equilibrio, compattezza e cose semplici per riprendersi le attenzioni e far scivolare scetticismi non soltanto sollevati dall'esterno. L'aver vinto contro il Chelsea non deve però rappresentare la chiave della svolta. Ha avuto e ha un senso il sapersi irrobustire a centrocampo e l’aver garantito sempre una fase difensiva apprezzabile. Come ha avuto soprattutto un senso saper scegliere bene la formazione, le scelte e su chi puntare davvero, oltre il turnover. Al di là delle condizioni fisiche e di forma, ad esempio, Locatelli e Chiesa sono da Juventus. Hanno entrambi mentalità, sono trascinatori e meritano una considerazione costante, quasi imprescindibile. Ecco, il punto da cogliere. Da oggi la Juventus scopre un obbligo contingente: il sapersi trascinare a vicenda per ricostruirsi e costruire forse qualcosa di nuovo che non assomigli a niente e a nessuno. E per risorgere e competere come prima sarà fondamentale recidere definitivamente con il passato recente e quello remoto. Le Juventus di Pirlo, di Sarri e quella del quinquennio dominante di Allegri non ci sono più. C'è bisogno di uno sforzo continuo, senza raffronti inutili, senza perdere ulteriore tempo. E la partita con il Chelsea potrebbe essere la tappa di questa nuova strada da percorrere.