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Laporte: “La Nations è una rivincita dell’Europeo, i rigori mi erano rimasti in testa”

SEVILLE, SPAIN - JUNE 23: Aymeric Laporte of Spain celebrates with Koke after scoring their side's second goal during the UEFA Euro 2020 Championship Group E match between Slovakia and Spain at Estadio La Cartuja on June 23, 2021 in Seville, Spain. (Photo by Julio Munoz - Pool/Getty Images)

Aymeric Laporte dice sempre quello che pensa. E si è tolto più di un sassolino dalle scarpe.

Redazione Il Posticipo

Aymeric Laporte dice sempre quello che pensa. E in una intervista a Radio Marca si è tolto più di un sassolino dalle scarpe. Il difensore centrale della squadra spagnola, titolare contro l'Italia nella semifinale di Nations League è una delle tante scommesse vinte di Luis Enrique. E il centrale non si lascia sfuggire l'occasione di rispondere sia alle critiche dei convocati di Luis Enrique sia di lanciare una frecciatina agli azzurri.

VENDETTA - La vittoria in Nations contro l'Italia gli ha restituito un po' di gioia dopo l'amarezza dell'Europeo. E il difensore rivendica la vittoria nei 90' di gioco. "Questa partita l'ho vissuta come una rivincita per quanto accaduto all'Europeo. Quella partita si era risolta ai calci di rigore ed è qualcosa che resta sempre in testa. Ci era rimasta la spina nel fianco di non essere  riusciti ad arrivare in finale per provarci a vincere il trofeo". Vendetta anche sugli... spagnoli: "Mi hanno detto tante volte che sono un po' molle. E hanno criticato anche le scelte di Luis Enerique. Beh, crediamo di aver dimostrato, giocando contro i Campioni d'Europa che non siamo così male come hanno detto. Prima di una finale è sempre meglio tacere, quindi per adesso non risponder agli esperti..."

POLEMICHE - La rivincita di Laporte è comprensibile. Poco considerato in Spagna, contestata anche la scelta di giocare con... i piccoli. "Chi pensa che con i giocatori di bassa statura non si possa giocare a calcio commette un grande errore. Non vedo tutta questa differenza fra la Spagna e le altre a livello fisico. E comunque a calcio, sino a prova contraria, si gioca con i piedi. In ogni caso non mi curo troppo di cosa dicono all'esterno". Piccoli, ma anche giovani. Gavi è l'esempio delle scelte di Luis Enrique. "Ha dimostrato di avere le qualità per essere un grande calciatore, gli auguro il meglio. Sono ancora giovane, ma di fronte a lui  sembro più vecchio. Non capisco lo stupore:  qualsiasi calciatore a prescindere dall'età, può ambire alla nazionale. Specialmente se ha già esordito in Liga e in campo internazionale dove le difficoltà sono anche maggiori".