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L’antidivo Talamonti: “Gestisco una ferramenta. Alleno gratis, l’Atalanta è nel mio cuore. Il calcio di oggi non mi piace perché…”

Simone Lo Giudice

 (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

(Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Lei giocava nell'Atalanta quando è arrivato Antonio Percassi: che cosa ricorda?

Alla fine della stagione 2009-10 siamo retrocessi, l'anno dopo siamo ripartiti dalla B e Percassi ha preso l'Atalanta che ha centrato la promozione in A. Percassi pensava in maniera diversa dagli altri presidenti, vedeva il calcio e la società in un altro modo. Non pensavo che l'Atalanta sarebbe arrivata così presto in Champions. Quando siamo tornati in A io sono andato via, ma ero certo che la squadra avrebbe fatto bene perché c'erano un bel presidente e un grande direttore sportivo come Roberto Spagnolo che aveva lavorato anche con la famiglia Ruggeri e che è una persona eccezionale.

Quale è il segreto di questa Atalanta?

Hanno preso ottimi giocatori che sono cresciuti molto a Bergamo da quando sono arrivati. Gian Piero Gasperini è un allenatore fortissimo. Non lo conosco, ma ho giocato tante volte contro le sue squadre ed è sempre stato molto rispettoso. Mi fa piacere che l'Atalanta sia nelle sue mani.

Lei è stato allenato da Antonio Conte all'Atalanta: che ricordo ha?

All'inizio ho giocato molto con Conte poi sempre meno. Antonio ha preso la squadra alla quarta giornata dopo Angelo Gregucci, ma non abbiamo fatto bene con lui. Però sapevo che Conte avrebbe sfondato con un'altra squadra. Forse noi non eravamo i calciatori adatti per il suo stile di gioco. Già allora aveva una mentalità vincente.

All'Atalanta lei ha subito un brutto infortunio ai legamenti del ginocchio: è stato sfortunato a Bergamo?

Al mio primo anno in prestito ho fatto molto bene, l'anno dopo mi hanno comprato però alla seconda partita che ho giocato mi sono rotto il crociato contro la Lazio. Sono tornato in campo quattro mesi e mezzo dopo e ho fatto bene. La stagione successiva è arrivato Delneri che considero il migliore allenatore che ho avuto. La sua tattica difensiva è strepitosa, ho imparato tantissimo da lui. Il mister è molto esigente coi difensori. Io faccio altrettanto coi ragazzi che alleno: difesa altissima, stretta e in linea.

Lei ha segnato il suo primo con l'Atalanta contro la Lazio: si è preso la rivincita nei confronti dei biancocelesti?

No, ho fatto gol ma non ho esultato per rispetto nei confronti della tifoseria e di tutta la gente che ruota attorno alla Lazio che si è comportata bene con me. La tifoseria si è comportata sempre bene con me.

Lei è stato compagno di squadra di Simone Inzaghi sia alla Lazio che all'Atalanta: che cosa ricorda?

La Lazio di oggi è una grandissima squadra. Simone è stato sempre molto simpatico con me dal primo giorno in cui sono arrivato a Roma: lui, Angelo Peruzzi e Fernando Couto sono stati da subito molto gentili con me. Anche Paolo Di Canio lo è stato. Dopo la stagione alla Lazio, io e Simone ci siamo ritrovati all'Atalanta: avevamo un grandissimo rapporto. Sono contento che stia facendo bene perché se lo merita.

Le piace Inzaghi come allenatore?

Non mi immaginavo che sarebbe diventato un allenatore così, pensavo che avrebbe fatto qualcosa in coppia con suo fratello Pippo. Simone però parlava sempre di calcio. Quando eravamo in ritiro all'Atalanta lo facevamo sempre tutti insieme: all'epoca c'erano Cristiano Doni e anche Vieri. Io ero più piccolo di loro e ascoltavo.

Pensa che Atalanta e Lazio possano vincere lo scudetto in futuro?

Sono molto vicine alla Juventus che è un passo avanti rispetto a tutte le altre squadre. L'Atalanta però ha fatto un salto di qualità e non è più una squadra di mezza classifica. La squadra è cresciuta e lo dimostra il fatto che pensa alla Champions, è maturata molto dal punto di vista caratteriale.

 (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

(Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Lei ha giocato insieme a Gonzalo Higuain nel River Plate 2005-06: che calciatore era da giovane?

Gonzalo giocava dietro le punte, non era un attaccante d'aria. Era fortissimo ed era un giocatore  diverso da quello di oggi. Daniel Passarella lo ha portato in prima squadra e lo ha messo in quella posizione. Quando Higuain partiva da dietro era velocissimo. Mi ha sorpreso vederlo prima punta. È un attaccante ancora molto forte palla al piede.

Higuain è stato criticato perché spesso non è riuscito a incidere nelle finali: che cosa ne pensa?

Io non la penso così perché Higuain è fortissimo. Dicono che Messi giochi bene col Barcellona e con l'Argentina no, le cose non stanno così. La stessa cosa vale per Higuain: è fortissimo e lo dimostra il fatto che nella sua carriera ha giocato nelle migliori squadre d'Europa e continua a farlo nella Juventus. È fortissimo.

Quale è stato l'attaccante più difficile da marcare nelle sue stagioni in Italia?

Quando sono arrivato alla Lazio ricordo Adriano, poi Zlatan Ibrahimovic che ha tutto e continua a dimostrare di essere un fenomeno. Adesso è tornato al Milan e sta facendo bene, Ibra è veramente un grande giocatore.

Lei ha un sogno nella sua seconda vita dopo il calcio?

Vorrei essere felice con la mia famiglia qui nel mio paesino di Alvarez dove vivo. Non desidero altro. Ho fatto più di quello che immaginavo da piccolo, molto di più. Il finale della mia carriera non è stato quello che desideravo perché ho avuto tanti infortuni, però ho giocato nelle squadre piccole dell'Argentina con la stessa passione con cui ho giocato nell'Atalanta e nella Lazio. Il calcio è la mia vita, oggi lo vedo da un'altra prospettiva allenando i ragazzi e continuo a vederlo in televisione. La mia passione è la stessa di sempre, ma non cullo altri sogni in questo mondo. Vorrei essere felice coi miei figli Alessio e Matteo e con  tutta la mia famiglia. Vi ringrazio per esservi ricordati di me: quando finisci di giocare in Argentina non ti ricorda più nessuno ed è uno dei motivi per cui mi dà fastidio il calcio moderno. Sto bene dove sono, non mi serve nient'altro. Sono in debito con la famiglia bergamasca: non vengo in Italia da cinque anni e devo venire a salutarla. Forse ad agosto farò un salto insieme alla mia famiglia.