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L’aneddoto di Ortega: “Mi vergognavo di dividere la camera con Diego ma lui…”

16 Sep 1999:  Ariel Ortega of Parma in action during the UEFA Cup Round 1, Leg 1, match between Parma and Kryvbas FC from the Stadio Tardini, Parma, Italy. Parma went on to win the leg 3-2.  Mandatory Credit: Gary M Prior/Allsport

L'ex calciatore ricorda un episodio che testimonia la profonda umanità del d10s.

Redazione Il Posticipo

Ortega e Maradona. El Burrito, uno dei tanti... eredi di Diego racconta a Tyc Sports  un aneddoto legato all'esperienza calcistica condivisa con Maradona. Tour della nazionale argentina prima dei Mondiali di USA 1994. Lui, 19 anni, Diego 33. Insieme, in camera. E l'ex calciatore del River non riusciva neanche a rivolgergli la parola.

LEGAME - La rivalità fra River e Boca scompare di fronte al ricordo di Diego Armando Maradona. Ortega ne è un esempio straordinario: "Amo Diego, non riesco a descrivere quanto abbia significato per me. Nel 1994 mi è capitato di condividere la stanza con lui. Se ci penso, credo che siamo in pochi a poterci  permettere di raccontare una situazione del genere".

TIMIDO - La presenza del Diego lo emozionava e non poco. "Io neanche ci volevo stare in camera con Diego, mi vergognavo". Emozione e timidezza comprensibili per un ventenne di fronte a un mito del calcio argentino. Ci ha pensato Maradona a rompere il ghiaccio. "Mi ha detto che la camera era la mia, di prenderne il pieno controllo e di fare ciò che volevo. Mi è sembrato incredibile: sembrava che io fossi Maradona che era Ortega. Diego aveva un'umiltà straordinaria. Ho scoperto il lato umano di Diego non di Maradona. Ed era una persona fantastica".

ESTASI - El burrito spesso rimaneva in estasi: " Molte volte durante gli allenamenti ho voluto stare fuori dalle squadre per sedermi su un lato a guardarlo. Lo stimo come uomo oltre che come giocatore. Quando sei giovane capita di sbagliare comportamenti e atteggiamenti. A volte hai bisogno di un abbraccio e di un consiglio. Maradona mi ha dato entrambi e io gli sono estremamente grato. Mi ha sempre chiamato e cercato nei momenti belli, ma è stato molto più presente in quelli difficili. Mi ha lasciato in eredità un carico di affetto e di umanità enorme. Gli sarò grato per sempre".