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Lampard tira fuori l’orgoglio: “La mia carriera al Chelsea è scolpita nella pietra”

(Photo by Matthew Childs - Getty Images)

Il tecnico è in discussione, ma non ha ancora mollato la presa. E rilancia.

Redazione Il Posticipo

Lampard è in grave difficoltà. Il tecnico dei blues dopo la pesante sconfitta con il Leicester è sempre più in bilico prima della sfida che può essere decisiva con il Luton Town, classico match a doppio taglio. Uscire dalla FA Cup con in avversari del genere significherebbe assicurarsi il foglio di via da una dirigenza che appare comunque poco convinta del suo lavoro. Il tecnico però tira fuori l'orgoglio in conferenza. Le sue parole sono riprese da Football London.

ORGOGLIO - Lampard non è l'ultimo arrivato. E nel club londinese ha un certo peso specifico che tiene a ricordare. "Non mi siederò qui a parlare della prossima stagione, sarebbe una sciocchezza. La mia carriera da giocatore è stata fantastica ed è scolpita nella pietra. E il legame che ho con i tifosi e il supporto che ricevo da loro è incredibile. Ero ben consapevole che quando ho iniziato da manager tutto sarebbe stato diverso. Non posso controllare il futuro ma fare del mio meglio nel gestire il club". A iniziare dalla gestione dei titolari. "Penso che alcuni dei nuovi ragazzi debbano ancora adattarsi al campionato più veloce e fisico del mondo. Abbiamo visto grandi giocatori necessitare di tempo, specialmente quando sono giovani".

PRESSIONE - La pressione inizia a farsi sentire. "Non mi preoccupa, perché so come posso affrontarla. Sono nel calcio da molto, molto tempo. E conosco benissimo le dinamiche di un top club. Certamente da allenatore è un ruolo diverso, ma in ogni caso dobbiamo trasformare la pressione in energia positiva e trasferirla sul campo. Sono i calciatori a rendere un allenatore un ottimo tecnico. La situazione può sfuggire di mano, ma anche cambiare in qualsiasi momento. Credo che il calcio sia  un insieme di fattori determinati da diversi elementi: e qualunque sia la percentuale legata alla tattica, ce ne sarà sempre una molto più grande legata allo spogliatoio, all'ambiente e ai risultati".