Lampard perde ancora e si arrende: “Il mio futuro non è nelle mie mani, ma non siamo un club pronto per competere”

Il Chelsea perde contro il Leicester: quanto basta a Lampard per tornare nuovamente in discussione, anche perchè Abramovich non è esattamente celebre per la sua pazienza. Frankie finora ha goduto di una certa immunità, ma anche la carta del curriculum da calciatore rischia di non servire più….

di Redazione Il Posticipo

Il Leicester sul velluto torna temporaneamente primo in classifica sbarazzandosi per due reti a zero di  un Chelsea inoffensivo, che cade anche contro il Leicester senza giustificazioni. I Blues, che sono scesi in campo senza Werner e Ziyech , non sono mai stati in grado di giocarsela alla pari. Una sconfitta che lascia in eredità l’ennesimo indizio di incompiutezza. Lampard non è riuscito a superare nessuna delle grandi in questo girone d’andata della Premier League. Quanto basta per tornare nuovamente in discussione, anche perchè Abramovich non è esattamente celebre per la sua pazienza quando si tratta di decidere se tenere o no un tecnico. Frankie finora ha goduto di una certa immunità, ma anche la carta del curriculum da calciatore rischia di non servire più.

FUTURO – L’inglese lo sa benissimo, come spiegano le sue dichiarazioni post-partita, riportate da Goal. “È un qualcosa che sfugge al mio controllo. Sono settimane che mi chiedono quale sarà il mio futuro, capisco perchè lo facciate e dipende dalle aspettative del club, giusto o sbagliato che sia. Ho accettato questo lavoro sapendo benissimo che ci sarebbero stati momenti complicati, perchè siamo un club che non è ancora pronto per competere ai massimi livelli. Abbiamo avuto un blocco del mercato, abbiamo una squadra giovane, calciatori nuovi che hanno ancora difficoltà a entrare in forma e ad ambientarsi in questa rosa. In questo momento dobbiamo solo combattere”. Frasi che, conoscendo il proprietario del Chelsea, costerebbero a chiunque l’immediata destituzione.

GIOVANI – Lampard però potrebbe fare eccezione, visto il lato affettivo della questione. L’ex centrocampista è uno dei simboli del periodo più vincente della storia del club e questo un minimo conta. Eppure l’allenatore sembra…arrendersi alla consapevolezza che i Blues non siano per nulla pronti a giocarsi le posizioni di vertice. “Se guardate alla composizione della rosa, vedrete che ci sono molti calciatori giovani, che giocavano in prestito o in Championship fino a una o due stagioni fa. E se chiedete loro di diventare improvvisamente tanti John Terry, sappiate che non funziona così”. Abramovich però potrebbe rispondere con…la lista della spesa degli ultimi mesi; Havertz, Ziyech, Werner, Chilwell, Mendy, solo per dirne qualcuno. E quindi la panchina di Stamford Bridge scricchiola eccome…

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