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Lahm si racconta: “Il mio addio al calcio, Guardiola e Kimmich”

LEIPZIG, GERMANY - DECEMBER 08: Philipp Lahm, general manager of the DFB EURO GMBH attends the official press conference, as the city of leipzig is unveiled as the location for the International Broadcast Centre (IBC) of the UEFA Euro 2024 at Messe Leipzig on December 08, 2020 in Leipzig, Germany. (Photo by Boris Streubel/Getty Images for DFB)

Flick probabilmente proseguirà nell’opera di ricambio generazionale della Mannschaft cominciato lentissimamente nel 2014 con l’addio shock di Philipp Lahm. L’ex capitano del Bayern e della nazionale si racconta.

Redazione Il Posticipo

Gli Europei sono finiti ormai da una settimana e mentre l’Italia festeggia e l’Inghilterra si lecca le ferite, c’è una nazionale delusa che sta continuando a cercare se stessa e ora può farlo con il nuovo allenatore Hansi Flick. L’ex allenatore del Bayern probabilmente proseguirà nell’opera di ricambio generazionale della Mannschaft cominciato lentissimamente nel 2014 con l’addio shock di Philipp Lahm. L’ex capitano del Bayern e della nazionale si racconta.

TROPPO PRESTO - Philipp Lahm oggi ha 37 anni, è molto più giovane di moltissimi giocatori ancora in attività eppure ha lasciato la nazionale dopo il trionfo mondiale del 2014 e il Bayern nel 2017. Spiega alla Bild: “Non è una decisione che prendi dall'oggi al domani. Ho giocato in nazionale per dieci anni e ne ero il capitano. Prima della Coppa del Mondo, era chiaro che quello sarebbe stato il mio ultimo torneo, indipendentemente dal fatto che fossimo stati eliminati al turno preliminare o che fossimo diventati campioni del mondo”.

 WARSAW, POLAND - JUNE 28: Mario Balotelli (R) of Italy celebrates with team-mate Claudio Marchisio after scoring his team's second goal as Philipp Lahm of Germany shows his dejection during the UEFA EURO 2012 semi final match between Germany and Italy at the National Stadium on June 28, 2012 in Warsaw, Poland. (Photo by Michael Regan/Getty Images)

ALTROVE - Non che il tedesco abbia rimpianti ma oltre al Bayern e alla nazionale, gli sarebbe piaciuto giocare anche in un’altra squadra. “Sono stato in trattativa con il Barcellona ma ho deciso di restare a Monaco. Forse avrei vinto più spesso la Champions, ma per me era importante farlo con il mio club. Mi sarei odiato per tutta la vita se fossi partito e il Bayern avesse vinto la Champions League senza di me. Non c'è niente di meglio che celebrare il successo nel proprio ambiente”.

PEP E L’EREDE - Difficile parlare di Barcellona senza nominare Guardiola visto che è un allenatore passato anche per Monaco e che ha definito Lahm come il giocatore più intelligente mai allenato. “Pep è un allenatore da cui ho imparato molto, soprattutto tatticamente. Allena ogni giorno ogni singolo calciatore. Penso a Kimmich, che poi ha giocato da centrale, anche in partite importanti".